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"Lo Stato troppo dipendente dall'informatica Microsoft

Data: 31/10/2000 - Ora: 12:10
Categoria: Internet

"Soggezione informatica dello Stato italiano a Microsoft". Già dall'intestazione si capisce che gli intenti sono bellicosi. Si tratta infatti di una petizione via Internet partita dalla rivista di informatica giuridica Interlex e indirizzata al ministero della Funzione pubblica, a quello del Tesoro e all'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione. Nel mirino c'è il monopolio della società di Bill Gates negli uffici pubblici italiani. Che sarebbe secondo gli oltre 800 firmatari la causa di "costi eccessivi e sperperi inutili" di denaro dei contribuenti. Tra i sostenitori della protesta ci sono numerosi funzionari pubblici ed esperti del settore. Da Giancarlo Fornari, direttore dell'Ufficio per l'informazione del contribuente delle Finanze al direttore dei super-ispettori del Secit, Salvatore Tutino, dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi al notaio Enrico Maccarone membro della commissione Aipa per la firma digitale.

I bilanci di ministeri ed enti locali - spiegano i firmatari - sarebbero pesantemente gravati dai costi "sostenuti per l'acquisto di pacchetti software prevalentemente prodotti dalla multinazionale americana Microsoft, che con la propria suite 'Office' monopolizza di fatto il mercato degli applicativi per ufficio".
Sotto accusa c'è soprattutto la pratica di Microsoft di lanciare in continuazione nuove versioni dei suoi programmi. E indurre così gli acquirenti a frequenti investimenti per tenere aggiornati i pacchetti. "Normalmente - si legge nella lettera aperta - esiste compatibilità verticale tra gli stessi prodotti, ma solo dall'alto verso il basso (e cioè dall'ultima versione verso le precedenti) e non dal basso verso l'alto (e cioè dalle precedenti alle successive). Ne deriva che se un qualunque ministero che ha acquistato i prodotti Office della serie 2000 trasmette per posta elettronica o tramite floppy disk un documento elaborato con questa versione a un altro ministero che utilizza ancora i prodotti Office della serie precedente, quest'ultimo non sarà in grado di leggerlo".
Il monopolio di Microsoft non sarebbe limitato solo alle applicazioni per ufficio.
Anche per quel che riguarda la gestione dei siti Internet gli enti pubblici farebbero ricorso alle piattaforme della società di Redmond: secondo uno studio di Goa.it 10 ministeri su 15 utilizzano i software di Gates, e ad essi si aggiungono la presidenza del Consiglio, la Camera, il Senato e la stessa Aipa.
Ma esiste un'alternativa a Microsoft? Sì, sostengono i firmatari. Soprattutto nel settore dell'open source, il movimento di programmatori che sviluppano software poco costoso o addirittura gratuito. Tra le soluzioni più convenienti viene indicato il pacchetto Star Office, progettato da Sun Mycrosystem, e distribuito a costo zero. "Secondo l'indagine condotta dagli specialisti di Pc Magazine - prosegue la petizione - Star Office offre 'la comodità di un ambiente integrato e una elevata compatibilità con Office' (in modo che, utilizzandolo, si possono tranquillamente leggere file dei formati Microsoft ed esportare file negli stessi formati".
Qualità e prezzo giocano quindi a sfavore di Microsoft. Che però continua a fare la parte del leone sul mercato. C'è da dire che i software di Bill Gates possono godere della familiarità di chi lavora col computer e di una ottima assistenza tecnica. Ma questo - secondo gli autori della protesta - non può essere un buon motivo per rinunciare a valutare i prodotti concorrenti. La richiesta al governo è quindi esplicita: "Aprite un'indagine sugli acquisti di pacchetti Office Microsoft da parte dei vari Enti, per verificare a quali prezzi sono stati effettuati, con quale frequenza sono stati ripetuti e se siano state effettuate gare per i predetti acquisti tra le ditte concorrenti della Microsoft".

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