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Data: 22/07/1998 - Ora: 13:09
Categoria:
Politica
''Solo spartizione di potere''; ''sarà la calura'';
''arretratezza politica'': l'opposizione della Giunta
della
Regione Umbria
ha valutato con toni variegati - dopo le comunicazioni del
presidente della Regione, Bruno
Bracalente - la conclusione del confronto nel centro sinistra
scaturito dal dissenso del Prc sulle nomine nelle asl. Di
''spartizione di potere, nella sanità e non solo'' ha
parlato il capogruppo di An, Massimo Mantovani, che ha
contestato punto per punto il documento di ''ripartenza'' della
giunta illustrato da Bracalente, definendolo ''l'ennesima
elencazione di titoli''. Ha in un primo tempo minimizzato
Pino Sbrenna, dell'Udr, consigliando ''un' analisi
psicanalitica sul collegamento tra il salire della calura e
quello dello scontro nella maggioranza'' e rilevando come
''unica novita''' della vicenda le ''semidimissioni'' del
rifondatore Goracci da vicepresidente: ''ora che farà - si
è chiesto Sbrenna - darà una semifiducia?''. Poi però è
entrato nel merito, criticando
soprattutto la previsione del mandato sociale per i direttori
delle asl. (FM)''Il vero dramma'', invece, per Giulio Paganelli, di Ri, è che ''la crisi, come un anno fa, non è risolta: come fa Goracci - ha chiesto Paganelli - a ribadire che continua a non essere d'accordo sulle asl, e poi a ritirare le dimissioni?''. Una conferma indiretta ai dubbi espressi da Paganelli è venuta, negli interventi del pomeriggio, dal capogruppo del Prc, Stefano Zuccherini, quando ha confermato ''l'insoddisfazione'' del suo partito per le nomine nella sanità, ''compresa - ha aggiunto - quella di oggi all'azienda di Perugia''. Ma il problema vero, per Zuccherini, è ''rilanciare la programmazione, che compete al consiglio regionale, non certo alle parti sociali''. Quindi Zuccherini ha ribadito l'importanza dell'agenzia per il lavoro. D'accordo, su questo punto, anche il popolare Carlo Liviantoni, in sintonia con il documento di Bracalente, ''eccetto quando - ha detto - non definisce importante lo strumento del contratto d' area''. Per Liviantoni altrettanto ''importante'' è ''alleggerire'' la Regione, ''superando'' l'agenzia regionale agricola e accorpando Sviluppumbria e Gepafin. Critiche sono venute ancora da vari esponenti del Polo (Filipponi e Mazzocchi) e, in particolare, da Ada Urbani, di Forza Italia, ''preoccupata perché il bastone della programmazione forte viene dato in mano al vicepresidente della Giunta''. Poco dopo le 19,30 il consiglio regionale ha approvato un documento che riassume i termini della conclusione del confronto in maggioranza: è passato con i 18 voti della maggioranza e tre contrari. Alcuni consiglieri di opposizione non hanno partecipato al voto. Nella replica del pomeriggio Bracalente ha sottolineato che ''la coalizione, che non è un cartello elettorale, non è modificabile fino a nuove elezioni''. Prima del suo intervento, Ada Girolamini (Sdi) aveva avanzato dei ''distinguo'' sul metodo che aveva portato alle nomine nelle asl, invocando ''maggiore collegialità''.
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