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Umbria/ Fumata nera per la riforma delle amministrazioni

Data: 08/07/1998 - Ora: 13:55
Categoria: Politica

La riforma della ''macchina'' amministrativa regionale dell'Umbria ad un anno e mezzo dall'approvazione della legge 15 che la varava, ''nulla è stato fatto'' per attuarla, secondo le minoranze di palazzo Cesaroni. Il consiglio regionale ieri ha discusso una mozione ed un'interpellanza presentate sull'argomento da Fiammetta Modena (Forza Italia), Massimo Mantovani (Alleanza Nazionale) e Giuseppe Sbrenna (Udr). Quest'ultimo ha espresso in aula il proprio ''grave disappunto'' per l'assenza dei vertici della Regione (sia il presidente della Giunta, sia quello del Consiglio sono assenti per motivi istituzionali), dopo che la discussione sollecitata dalle opposizioni era stata appositammente rinviata. (FM)
Alta tensione, oggi a Palazzo Cesaroni, sulla questione della riorganizzazione della burocrazia della Regione, con le opposizioni all'attacco non solo dei ''ritardi'' dell'esecutivo nell'applicare la legge sulla materia, la numero 15, varata più di un anno e mezzo fa, ma anche del modo in cui sia la giunta sia la maggioranza si confrontano in aula con la minoranza. Il confronto sulla riforma della ''macchina'' regionale ha fatto salire la tensione anche all'interno del centro sinistra, già impegnato con la verifica di giunta: il capogruppo del Prc, Stefano Zuccherini, ha infatti ribadito tutte le critiche e le perplessità del suo partito sul progetto di nuova burocrazia regionale, soprattutto perché non riconosce il ruolo preminente della politica sull'attività amministrativa, chiedendo quindi di modificare la legge 15. La discussione di stamani aveva avuto un prologo ieri mattina quando, in apertura della seduta del Consiglio, la minoranza aveva chiesto di anticipare il confronto sui dirigenti regionali (circa 150) e sull'intera struttura amministrativa dell'ente (quasi 1.700 soggetti). La richiesta era stata respinta dalla maggioranza, assicurando però che se ne sarebbe discusso ieri, ma, constatata l'assenza dei presidenti di Giunta e Consiglio per impegni istituzionali già programmati, il centro destra ha dato sfogo al proprio disappunto.

Pino Sbrenna (Udr), Massimo Mantovani (An), Franco Tarchi (misto) e Giulio Paganelli (Ri) hanno aspramente criticato queste assenze: come si puo' discutere di un argomento cosi' importante per il futuro della Regione - hanno, in sostanza, osservato - senza i vertici dell' ente? ma non lo potevano dire, ieri, che oggi sarebbero stati altrove? Anche la pidiessina Nadia Antonini si e' detta ''imbarazzata'' per queste assenze, mentre Paganelli ha fatto riferimento alla verifica di giunta chiedendo ''se siano state accettate o no le dimissioni da vicepresidente di Goracci'', oggi in aula. Toni duri l' opposizione ha riservato anche alla materia del dibattito. ''Bracalente - ha detto Fiammetta Modena, capogruppo di Forza Italia - aveva fatto della riforma della burocrazia regionale il punto di forza del suo 'nuovo' modo di governare. Ma la fase transitoria si prolunga all'infinito, complicando la situazione e la riorganizzazione non procede: segno che il rinnovamento è saltato?''. 'Allucinante' è l'aggettivo usato da Sbrenna per definire il fatto ''che ci voglia una mozione delle minoranze per far rispettare una legge voluta dalla maggioranza, legge ancora appiccata per aria e che lascia nell'incertezza la dirigenza dell'ente''. Quindi la legge 15 - per Sbrenna - ''o si cambia o si attua, non c'è alternativa''.

Mantovani, sottolineati i ''ritardi'' nella riforma della ''macchina'' regionale, ha parlato di ''ulteriore confusione tra ruolo della politica e quello dell' amministrazione''. Quindi, riprendendo una sollecitazione di Zuccherini, ha manifestato la disponibilità del centro destra a stilare un documento sulla questione. Duro l'intervento di Paganelli: ''non ci sono scuse - ha detto - se la legge non funziona, va cambiata, non lasciata marcire. La realtà è che, per i suoi contrasti interni, questa giunta non sa attuare neanche le leggi che essa stessa produce''. Non meno critico Zuccherini, secondo il quale la legge ''15'', da lui definita ''fordista'' per il modello ''verticale'' di dirigenza che introduce, sancisce ''la rinuncia alla programmazione e alle scelte politiche''. Invece, ''a fronte di una burocrazia storicamente in cerca di padrinaggi politici'', per il capogruppo rifondatore ''occorre cha la politica sappia valorizzare la dirigenza''. La Antonini e l'assessore Luciano Costantini hanno contrastato le tesi di Zuccherini, la prima rilevando che la legge 15 ''aveva tutti gli elementi per condurre in porto la riorganizzazione della Regione'', il secondo definendo la normativa ''un buon punto di partenza''. La discussione è stata poi sospesa: sarà ripresa in una prossima seduta, per verificare la possibilità di stilare un ordine del giorno.

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