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Umbria/ Caccia, varato calendario 1998-1999

Data: 08/06/1998 - Ora: 13:19
Categoria: Politica

Il consiglio regionale ha approvato il calendario venatorio '98-99 per cui vi saranno solo le tre giornate di preapertura del 6, del 12 e del 13 di settembre, limitata a dieci specie cacciabili per contenere la pressione venatoria sulla selvaggina più ambita, come tortore e starne. La novità introdotta è condivisa dalle organizzazioni dei cacciatori. "Con un calendario sperimentale come quello passato - ha ricordato l'assessore all'agricoltura, Maurizio Rosi - varato in attesa dei giudizi del Tar, l'Umbria regola con legge una materia che, da tempo, dispone di una legislazione avanzata e di piani venatori certi ed operativi". (FM)
Il Consiglio regionale ha accolto il calendario venatorio 1998-1999, con 25 voti a favore, espressi da tutti i gruppi consiliari e un solo dissenso (quello di Pino Sbrenna dell'Udr), per cui vi saranno solo tre giornate di preapertura a settembre (il 6, il 12 e il 13) limitata a dieci specie cacciabili per contenere la pressione venatoria sulla selvaggina più ambita, come tortore e starne. L'altra novità del calendario è relativa alla sua approvazione con una legge regionale per evitare che ogni anno ad agosto la caccia diventi una specie di "sport da solleone".
È stato approvato un emendamento presentato da Ada Spadoni Urbani (FI) e fatto proprio dalla giunta, con il quale il colombaccio è stato tolto dalle specie considerate cacciabili fin dai primi giorni, per inserirlo nell'elenco di quelle autorizzate a partire dal 20 settembre fino al 31 gennaio. L'atto anticipa dal 16 al 15 agosto la possibilità di addestrare i cani e fissa per il 31 dicembre la data della caccia al fagiano. Il calendario, ha detto la relatrice dell'atto, Nadia Antonini (presidente della terza commissione) "cerca di conciliare le aspettative dei cacciatori maggiormente dediti alla selvaggina migratoria con l'esigenza di salvaguardare la fauna stanziale". Motivando il proprio voto contrario, Pino Sbrenna ha espresso "dubbi" sulla possibilità che un calendario venatorio presentato come legge regionale possa sottrarsi al giudizio del Tar. Riguardo al rapporto di reciproca collaborazione con le regioni confinanti, l'assessore Rosi ha riferito di un recente "incontro positivo" con la Regione Lazio, l'unica con la quale - ha spiegato - esistono ancora problemi, ma tutti riferibili al loro ritardo nel dare un assetto legislativo ed organizzativo alla materia venatoria in genere.

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