Il consiglio regionale ha approvato il calendario
venatorio '98-99 per cui vi saranno solo le tre giornate
di preapertura del 6, del 12 e del 13 di settembre,
limitata a dieci specie cacciabili per contenere
la pressione venatoria sulla selvaggina più ambita,
come tortore e starne. La novità introdotta è condivisa
dalle organizzazioni dei cacciatori. "Con un calendario sperimentale come quello
passato - ha ricordato l'assessore all'agricoltura,
Maurizio Rosi - varato in attesa dei giudizi del Tar,
l'
Umbria regola con legge una materia che, da tempo,
dispone di una legislazione avanzata e di piani venatori
certi ed operativi". (FM)
Il
Consiglio regionale ha accolto il calendario
venatorio 1998-1999, con 25 voti a favore, espressi
da tutti i gruppi consiliari e un solo dissenso
(quello di Pino Sbrenna dell'Udr), per cui vi
saranno solo tre giornate di preapertura a
settembre (il 6, il 12 e il 13) limitata a dieci
specie cacciabili per contenere la pressione
venatoria sulla selvaggina più ambita, come tortore
e starne. L'altra
novità del calendario è relativa alla sua approvazione
con una legge regionale per evitare che ogni anno ad
agosto la caccia diventi una specie di "sport da
solleone".
È stato approvato un emendamento presentato da Ada
Spadoni Urbani (FI) e fatto proprio dalla giunta, con
il quale il colombaccio è stato tolto dalle specie
considerate cacciabili fin dai primi giorni, per inserirlo
nell'elenco di quelle autorizzate a partire dal 20
settembre fino al 31 gennaio.
L'atto anticipa dal 16 al 15 agosto la possibilità
di addestrare i cani e fissa per il 31 dicembre la
data della caccia al fagiano. Il calendario, ha detto
la relatrice dell'atto,
Nadia Antonini
(presidente della terza commissione) "cerca di
conciliare le aspettative
dei cacciatori maggiormente dediti alla selvaggina
migratoria con l'esigenza di salvaguardare la fauna
stanziale". Motivando il proprio voto contrario,
Pino
Sbrenna ha espresso "dubbi" sulla possibilità che un
calendario venatorio presentato come legge regionale
possa sottrarsi al giudizio del Tar. Riguardo al
rapporto di reciproca collaborazione con le regioni
confinanti, l'assessore
Rosi ha riferito di un recente
"incontro positivo" con la Regione Lazio, l'unica con
la quale - ha spiegato - esistono ancora problemi, ma
tutti riferibili al loro ritardo nel dare un assetto
legislativo ed organizzativo alla materia venatoria
in genere.