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Data: 21/01/2000 - Ora: 10:17
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Turismo
BR> Alla base del progetto, ha ricordato l'onorevole Francesco D'Aloisio (Ds), che ha presieduto la prima parte dei lavori, c'e' l'idea di far diventare la conoscenza della ricerca scientifica un elemento di attrazione sul territorio, quello del centro-sud che conta oggi come uniche attrattive le citta' di Roma, Napoli e Palermo. Il progetto coinvolge in Abruzzo le seguenti strutture: infn, telespazio, enea, consorzio di area di ricerca in astro-geofisica (Osservatorio di Campo Imperatore, Osservatorio di Teramo, Istituto nazionale di Geofisica). D'Aloisio ha specificato come l'elemento qualificante del progetto sia il rigore scientifico presente nell'attuazione. Il sindaco di Frascati, Francesco Paolo Posa, ha annunciato la partecipazione all'iniziativa con toni entusiastici, in considerazione del fatto che la ''cittadella della scienza'', ospitata a Frascati, conta ben 3.500 operatori. Presiedendo la seconda parte dei lavori della conferenza, l'assessore regionale all'urbanistica, Stefania Pezzopane, ha sottolineato il ruolo importante della promozione turistica e l'efficacia del progetto presentato. In questo senso appare fondamentale il ruolo dell'Azienda di Promozione Turistica. Il presidente dell'Aptr, Antonio Di Giandomenico, ha confermato la grande importanza del progetto, per il quale ''comincia il vero processo di attivazione sul territorio''. ''Siamo particolarmente contenti di avviare questa iniziativa - ha dichiarato Di Giandomenico - perche' si inserisce nelle nuove tendenze del turismo mondiale. Per l'Abruzzo le possibilita' di successo in questo senso sono molto alte, considerando che ha guadagnato lo status di regione verde d'Europa. Lavoreremo su questo progetto, cercando di attivare alla collaborazione anche le imprese''. Il direttore del laboratorio del Gran Sasso, Alessandro Bettini, ha ricordato come siano gia' piu' che sostanziali le ricadute economiche sul territorio delle province di Chieti, L'Aquila e Teramo, grazie all'esistenza del laboratorio. Nel 1998, appunto, e' stata calcolata una ricaduta sul territorio, tra diretto e indotto, pari a circa 25 miliardi di lire''. Il Laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso conta attualmente 64 persone in organico, per un bilancio annuo di circa 25 miliardi, ed e' molto frequentato da ricercatori statunitensi, tedeschi e russi. Anche il totale degli inestimento, destinati alla riceca, viene sostenuto per circa il 50% dagli Stati esteri.
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