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Data: 14/04/1999 - Ora: 15:47
Categoria:
Politica
Secondo
il portavoce del ministero, Martin Erdmann, il piano necessita di una corrispondente risoluzione del Consiglio di
sicurezza dell'Onu. Questa è la bozza di accordo di cui è venuta a conoscenza la stampa: 1) I ministri degli esteri
del G8 si riuniscono per concordare che i provvedimenti elaborati dai loro direttori politici la settimana scorsa a
Dresda siano inseriti in una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. In particolare si accordano: - sulla data
del ritiro delle forze militari, paramilitari e di polizia serbe dal Kosovo - sull'arresto contemporaneo delle ostilità da
parte dell'Uck nelle posizioni tenute in quel momento. - sulla costituzione di una forza internazionale per il
mantenimento della pace; sull'avvio, il più rapidamente possibile, del lavoro delle organizzazioni per gli aiuti al
Kosovo; sul ritorno dei profughi del Kosovo non appena le forze serbe abbiano abbandonato il territorio; sulla
costituzione di un'amministrazione interinale per il Kosovo autorizzata dall'Onu a operare fino a un regolamento
politico definitivo.
2) Il Consiglio di sicurezza dell'Onu esamina il progetto e adotta una risoluzione, possibilmente nello stesso giorno
3) Il testo della risoluzione viene trasmesso a Belgrado. Se le forze jugoslave avviano il ritiro, gli attacchi aerei
Nato vengono sospesi per 24 ore. La pausa potrà essere prolungata per la durata del ritiro serbo. Se il ritiro viene
completato entro una scadenza determinata, gli attacchi saranno sospesi in maniera duratura. Nel contempo l'Uck
deve rispettare l'armistizio rimanendo sulle sue posizioni fino all'arrivo delle forze per il mantenimento della pace.
Comincia allora il disarmo dell'Uck L'Onu autorizza un'amministrazione interinale
4) La Nato stabilisce un controllo militare sul Kosovo e al suo esterno. Le regole dell'impegno di queste forze sono
da fissare.
5) Le organizzazioni umanitarie intrernazionali cominciano a lavorare nel Kosovo al più tardi all'arrivo dei primi
soldati della forza internazionale per il mantenimento della pace.
6) I profughi tornano nel Kosovo non appena diventato effettivo il ritiro delle forze serbe. Possono cominciare le
prime iniziative per la ricostruzione.
Il cancelliere tedesco Gerhard Schröder ha proposto un piano Marshall per i Balcani finanziato dall'Europa. «Ci
costerà caro, ma meno che continuare le guerre e dovere ripetere gli interventi militari», ha affermato Schröder
durante una conferenza stampa all'Europarlamento. «Perché la pace in futuro sia durevole nei Balcani sarà
necessario uno sviluppo sociale, economico e delle infrastrutture, con una riduzione delle disparità attuali con il
resto dell'Europa».
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