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Trasporti/ Settimana nera per chi viaggia

Data: 14/12/1998 - Ora: 09:56
Categoria: Economia

E' guerra aperta sugli scioperi. Da oggi fino a giovedì una raffica di agitazioni bloccherà tutta l'Italia ma il ministro dei Trasporti, Tiziano Treu, minaccia precettazioni e il presidente della Commissione di garanzia Gino Giugni promette dure sanzioni. Ieri quindi vigilia tribolata per l'incontro previsto per questa mattina tra sindacati e il ministro. L'intesa per regolamentare le astensioni è lontana. Treu, ieri a Padova, non intende comunque scartare l'ipotesi Cisl: riservare il diritto di indire scioperi alle organizzazioni con almeno il 51% di rappresentatività sindacale. "Questa settimana - ha affermato - vorremmo arrivare ad una stretta conclusiva e l'ipotesi avanzata è una di quelle che vedremo di discutere". (MN)

Ma intanto oggi per 24 ore si fermano i ferrovieri della Fisast-Cisas e dalle 10 alle 18 il personale Sulta degli aeroporti di Linate e di Malpensa, domani i macchinisti Comu (dalle 18 per 23 ore), i capistazione Ucs (dalle 18 per 48 ore), gli assistenti di volo Sulta e Anpav (dalle 11 alle 15) e gli autoferrotranvieri del Lazio aderenti alla Fisast. I macchinisti tornano al lavoro mercoledì alle 17 mentre i capistazione giovedì alle 18. Venerdì invece incrocia le braccia il personale delle autostrade della Fisast-Cisas. L'elenco è lungo ma potrebbe essere ridotto nelle prossime ore. Treu è stato chiaro: "Gli scioperi a ripetizione sono inaccettabili. Dobbiamo trovare un modo per prevenirli. Se non è possibile trattare, vedremo se ci sono gli estremi per la precettazione". Per il ministro "bisogna che lo sciopero sia fatto in maniera responsabile. Non è accettabile se fatto da piccoli gruppi che ricattano grandi numeri di utenti". Anche Giugni è insorto. Con un apposito avviso a pagamento sui giornali ieri ha ricordato "di non potersi limitare a intervenire con le proprie delibere solo dopo che i fatti si sono verificati" e ha invitato i lavoratori a rispettare le regole per le agitazioni. Ovvero preavviso di 10 giorni, predeterminazione della durata, garanzia del servizio minimo, divieto di scioperi concomitanti e limite massimo di 24 ore per il trasporto ferroviario. Il presidente della Commissione di garanzia è poi passato alle minacce: in caso di "disobbedienza" sanzioni disciplinari per i lavoratori, sospensioni di permessi, contributi e trattative per i sindacati, sanzioni amministrative per le imprese e gli enti che non provvedono a garantire un accordo sulle prestazioni minime. E ieri la prefettura di Milano è dovuta intervenire per precettare i ferrovieri, in quanto i sindacati in sciopero non volevano assicurare neanche i treni garantiti dalla legge. In Lombardia si sono infatti fermati i ferrovieri Cisl, Uil e Fisast (ma non Cgil). Adesioni del 70% per i sindacati, del 20% per le Ferrovie, cancellati 301 treni su 394 previsti in orario. Ma il peggio arriva da oggi. Anche se le Fs garantiscono l'arrivo a destinazione dei treni a lunga percorrenza previsti dalla Commissione e di quelli di massima utenza pendolare, per i viaggiatori si prevedono momenti di passione.

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