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Terzo mondo/ Unicef, quaranta milioni di bambini non registrati

Data: 09/07/1998 - Ora: 10:07
Categoria: Cultura

I registri ignoravano la loro esistenza. Bambini sconosciuti all'anagrafe e al mondo. L'Unicef l'ha scoperta con grande ritardo. Sono almeno 40 milioni l'anno i bambini che, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, non vengono registrati alla nascita restando così privi dei diritti civili e di cittadinanza nei rispettivi paesi. La denuncia è contenuta nel rapporto annuale Unicef ''The Progress of the Nations'' presentata oggi a Roma, nel quale si lancia anche un allarme per la crisi che investe le vaccinazioni mettendo a rischio la vita di migliaia di bambini. (MN) Nel Rapporto sul Progresso delle nazioni, allarme per vaccinazioni in crisi ''Il Progresso delle nazioni'' che ogni anno classifica i Paesi in base al benessere dei loro bambini, sottolinea quest'anno i diritti civili dell'infanzia cominciando dall'inizio della vita, ossia - chiarisce Carol Bellamy direttore generale dell'Unicef - dal diritto di essere registrati alla nascita. ''Per milioni di bambini - ricorda Bellamy - non essere registrati anagraficamente significa essere esclusi dai diritti e dai privilegi che una nazione offre ai propri cittadini, come l'istruzione e l'assistenza sanitaria''.
Il rapporto segnala anche i progressi registrati nelle vaccinazioni dei bambini, ma ogni anno si spengono ancora 2 milioni di vite per l'impossibilita' di accedere alle vaccinazioni. Ora, quasi vinta la poliomelite, e' il morbillo il killer maggiore con le sue quasi 800 mila vittime annue tra l'infanzia.
La registrazione alla nascita - sottolinea il rapporto Unicef - e' il primo diritto e costituisce lo strumento con cui il governo puo' calcolare il numero dei propri cittadini e pianfiicare scuole, centri sanitari e servizi necessari alla popolazione. Eppure ''molti paesi non dispongono di adeguati sistemi per la registrazione delle nascite e ogni anno nel mondo circa un terzo dei neonati (circa 40 milioni) non gode di questo diritto''.
Eppure ben 191 paesi hanno ratificato l'articolo 7 della convenzione sui diritti dell'infanzia che prevede l'obbligo di registrare i bambini subito dopo la nascita.
In almeno 20 paesi un bambino senza prova di nascita non puo' esserelegalmente vaccinato e oltre 30 nazioni esigono la registrazione anagrafica per l'ammissione ad un centro sanitario.
In Nigeria, ad esempio, non si conosce esattamente la percentuale dei neonati registrati sui 5 milioni di nascite ogni anno. Altri paesi come Afghanistan, cambogia, Eritrea, Etiopia, namibia, Oman ''non sono ancora riusciti ad istituire un sistema di registrazione anagrafica oibbligatoria''. I governi, chiede l'Unicef, dovrebbero semplificare le procedure di regsitrazione negli ospedali. Ma non si risolve il problema perche' in Africa e Asia meridionale la meta' dei parti avviene fuori dalla strutture sanitarie.
Il rapporto Unicef chiede anche l'abolizione di leggi patriarcali sulla nazionalita' secondo le quali in diversi paesi non e' ancora possibile alla madre trasmettere al proprio figlio la nazionalita' con la conseguenza che essi restano apolidi.
Sollecitazioni vengono dal rapporto Unicef anche sul fronte delle vaccinazioni. Tra il 1980 e il 1990, grazie ad un massiccio impegno su scala mondiale i livelli di immunizzazione sono aumentati dal 5 all'80%. Ma - e' la denuncia dell'Unicef - proprio alla vigilia del lancio sul mercato di una nuova generazione di vaccini in grado di salvare altri milioni di bambini ogni anno, seppure a costi molto piu' elevati, il sostegno finanziario alle campagne di vaccinazione sta invece diminuendo.
Con le vaccinazioni il numero annuo di decessi dovuti a morbillo, tetano, pertosse, tubercolosi, poliomelite e difterite (le 6 malattie killer) si e' ridotto di 3 milioni mentre i casi di cecita', paralisi e ritardo mentale sono diminuiti di almeno 750.000. La possibilita' di disporre di vaccini in grado di salvare 8 milioni di vite ogni anno, al ritmo di 22.000 al giorno. Invece - rileva il rapporto Unicef - nessuno ne parla, forse perche' la schiacciante maggioranza e' costituita dai figli invisibili dei poveri. Se di fronte ai vaccini prevale la logica dei costi ebenefici si allontana anche la prospettiva di trovare due salvavita: il vaccino antimalarico e il vaccino anti HI/AIDS.
Lanciando l'allarme morbillo, il rapporto sottolinea che oggi l'85% delle morti sotto i cinque anni sono dovute a questa affezione e si verifica in 20 paesi soprattutto nelle zone piu' povere dell'Africa e dell'Asia. Il rapporto dedica anche un capitolo ai giovani tra i 10 e 19 anni sottolineando specialmente la condizione difficile delle giovani donne spesso ancora interessate da gravidanze precoci), mentre un altro capitolo e' dedicato alla poverta' che rende difficile la vita a tanti bambini.

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