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Sviluppo/ Il Cipe delibera innovazioni procedurali per le aree depresse

Data: 15/07/1998 - Ora: 09:56
Categoria: Economia

Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) ha deliberato una serie di importanti innovazioni procedurali per il sostegno alle aree depresse e per la realizzazione dei patti territoriali, che rappresentano l'attuazione in concreto di una strategia di ripartizione delle risorse finanziarie decisamente innovativa. Ne dà notizia un comunicato. Tale azione si svolge essenzialmente lungo due assi strategici: quello dei sistemi locali e quello della programmazione regionale-europea. (MN)

Il Cipe, seguendo questi due filoni di classificazione degli interventi, opera come corpo attuativo della programmazione, intesa come realizzazione di due momenti paralleli e complementari: negoziazione, per approfondire la conoscenza delle priorita' e concertare con le amministrazioni locali quantita' e qualita' degli interventi, e valutazione, ovvero un processo continuo di approfondimento e verifica dell'attuazione dei progetti.

ALLE AREE DEPRESSE 12.400 MLD - Seguendo queste linee programmatiche il Cipe ha dunque ripartito nuove risorse per complessivi 12.400 miliardi destinati alle aree depresse - di cui 12.200 provenienti dalla dotazione prevista dalla legge 208/1998 e 200 mld dalla revoca di un progetto proposto dal Ministero delle Comunicazioni - cosi' ripartiti: 1.700 mld nel 1999, 2.100 per ciascuno degli esercizi dal 2000 al 2004. Una quota non inferiore al 90% delle risorse e' stata comunque riservata al Mezzogiorno. La procedura prevista per l'assegnazione delle risorse e' innovativa rispetto alle precedenti modalita' in quanto prevede una prima fase di indicazione delle priorita' da parte della Conferenza Stato-Regioni e una seconda fase con il riparto del Cipe che privilegia i completamenti delle opere indicate nel cosiddetto decreto sbloccacantieri (D.L. 67/97). Le priorita' sono state individuate nelle seguenti aree: 1. agevolazioni alle attivita' produttive, ricerca inclusa (L. 488/92 e L. 341/95), per 4.000 miliardi; 2. programmazione negoziata (contratti d'area, patti territoriali, contratti di programma) per 2.500 miliardi; 3. incentivi all'occupazione (crediti d'imposta, borse di lavoro, prestiti d'onore) per 700 miliardi. 4. programmi infrastrutturali (principalmente le opere gia' oggetto di precedenti assegnazioni e di specifici impegni del governo, come la Salegno-Reggio Calabria) per 4.500 mld; 5. garanzia del cofinanziamento nazionale dei programmi inseriti nell'ambito dei fondi strutturali, per 700 miliardi. Fortemente innovativo e' il metodo di assegnazione delle risorse per i programmi infrastrutturali. In primo luogo, l'assegnazione avverra' attraverso un concerto fra Amministrazioni Centrali e Regioni nel quadro della definizione delle intese istituzionali di programma; ovverosia attraverso il riscontro trasparente dei fabbisogni rilevati a livello regionale e centrale. In secondo luogo, la destinazione dei finanziamenti riguarderanno il completamento di opere e gli studi di fattibilita' di nuove iniziative. Il comportamento si riferisce sia ad opere commissariate ai sensi dell'art. 13 della legge 135/1997 e delle quali siano accertate attualita' e cantierabilita', sia ad opere incomplete opportunamente individuate. La destinazione dei fondi a studi di fattibilita' dovra' concorrere a costruire le basi per una progettazione esecutiva e definitiva, nonche' per il ricorso al fondo per la progettualita', oggi scarsamente impiegato, specialmente nel Sud.

NUOVE PROCEDURE PATTI TERRITORIALI - Altro elemento nuovo che il Cipe ha attuato nelle proprie delibere e' la procedura per i patti territoriali, basato sul principio della certezza e delle modalita' di finanziamento dei patti. E' stata innanzitutto accelerata e semplificata la procedura dei 12 patti territoriali gia' approvati con la vecchia procedura (approvazione del Cipe ed istruttoria del Ministero del Tesoro) attraverso una piu' stretta collaborazione con le banche.
In secondo luogo e' stato disposto di dare pubblicita', mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, alle convenzioni instaurate con le societa' di assistenza tecnica e con gli istituti bancari, in modo da dare informazione trasparente su modalita' e criteri dell'istruttoria. Infine, anche a seguito dell'assegnazione effettuata agli strumenti della programmazione negoziata, sono state definite in 1.500 mld le somme impegnabili per l'esercizio 1998 per i patti territoriali. Per allocare tra i patti questa finanza, in sintonia con quanto disposto nella delibera del 26 febbraio 1998, e' stato stabilito di prevedere una graduatoria: questa riguardera' i patti la cui istruttoria bancaria si sia conclusa non oltre il 30 novembre e sara' effettuata sulla base del'efficacia dei patti nella creazione di nuova occupazione, di efficienza economica delle iniziative produttive e di grado di integrazione fra infrastrutture e iniziative produttive, oltre che di un correttivo equitativo. Gli indicatori con cui misurare questi diversi caratteri saranno ricavati sulla base di informazioni contenute nelle tavole riepilogative previste per i singoli patti. Con questa scelta di assegnazione si inaugura una fase procedurale in cui fondamentali da parte di tutti i soggetti coinvolti sono il rispetto delle scadenze e la trasparenza delle procedure.

SVILUPPO LOCALE E PATTI TERRITORIALI PER L'OCCUPAZIONE - Il Cipe, al fine di accelerare l'attuazione degli interventi e anticipando la decisione della Commissione europea di assegnazione dei fondi strutturali, ha approvato il cofinanziamento statale di 8 patti territoriali ai quali si applicheranno direttamente le nuove procedure. Tali patti interessano le Regioni Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, per un finanziamento, tra fondi nazionali e comunitari di circa 70 mld per ogni patto. Con la delibera del 9 luglio il Cipe ha stabilito di stanziare a livello nazionale 271 mld in via immediata.

OCCUPAZIONE E SVILUPPO - Sono 1.000 per il '98, 300 per il '99 e 200 per il 2001 i miliardi stanziati per l'occupazione, attraverso un nuovo meccanismo stabilito dalla legge finanziaria per il 1998 (L. 450/97) e che raggruppa le risorse previste dal Fondo per l'occupazione (L. 236/93), il Fondo per lo Sviluppo (L. 236/93) e la Promozione per il lavoro autonomo nel Mezzogiorno (L. 608/96). In particolare il Fondo per l'occupazione finanzia progetti per lavori socialmente utili e borse di lavoro, il fondo per lo sviluppo, i piani di reindustrializzazione delle aree di crisi secondo progetti di recupero presentati dalle imprese, mentre l'ultimo fondo riguarda l'ulteriore finanziamento di lavoro autonomo. Inoltre il Cipe ha apportato le risorse per la concessione sotto forma di crediti d'imposta di incentivi per la creazione di nuova occupazione nelle aree dell'obiettivo 1 e dell'Abruzzo: a beneficiarne saranno in particolare le aree urbane svantaggiate, individuate con criteri stabiliti dallo stesso Cipe.

REGOLAMENTO DEL CIPE - Nuove funzioni demandate al Cipe, nuovo modello di coordinamento interno e con la Conferenza Stato-Regioni: il regolamento interno del Cipe approvato a seguito di una serie di esami preliminari nelle precedenti sedute, mette in evidenza coem sia stata recepita l'esigenza di garantire sin dalla fase predeliberativa un coordinamento intersettoriale politico oltre che tecnico. A cio' si arriva con l'istituzione, all'interno dello stesso Comitato, di Commissioni composte da Sottosegretari competenti per materia che concorderanno le decisioni su specifici temi anche attorno a tavoli regionali. AREE TERREMOTATE - Sono state rimodulate le risorse a favore delle aree depresse fra le quali le assegnazioni per il finanziamento degli interventi nelle aree terremotate della Campania e della Basilicata per complessivi 525 miliardi. Inoltre, il Cipe ha autorizzato l'utilizzo di risorse finalizzate ad interventi in opere pubbliche nelle stesse zone, riguardanti un importo totale di 2,688 miliardi. TARIFFE - Il Cipe ha prorogato il termine per la stipula delle convenzioni con le societa' autostradali dal 30 giugno al 31 ottobre 1998. Rimangono pertanto immutate, per le tratte autostradali interessate, le tariffe.

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