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Sviluppo/ Governo: "Rispettati i patti con i contratti d'area"

Data: 07/08/1998 - Ora: 09:53
Categoria: Economia

"Sono stati sostanzialmente rispettati gli impegni assunti dal governo con i sindacati per la attivazione di almeno 15 contratti d'area''. Gianfranco Borghini, presidente del Comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione della Presidenza del Consiglio, traccia un primo bilancio dell'esperienza, in occasione della presentazione del primo protocollo aggiuntivo del contratto d'area di Manfredonia. Crotone, Gela, Manfredonia, Ottana, Sassari-Alghero-Porto Torres, Terni-Narni-Spoleto, Torrese Stabiese, Aree del Cratere, sono i contratti già sottoscritti, cui si aggiungono quelli attivati di Agrigento, Airola, Gioia Tauro-Rosarno-S.Ferdinando, Messina, Potenza e La Spezia. (MN)

Sono quasi seimila i posti di lavoro originati da parte delle iniziative approvate. Non si tratta tuttavia di una esperienza che possa essere generalizzata, ammonisce Borghini. ''I contratti d'area sono uno strumento eccezionale, riguardano i 'buchi neri' - afferma il presidente del Comitato per l'occupazione - creatisi a seguito di pesanti processi di deindustrializzazione che hanno colpito in particolare i settori della chimica e della siderurgia. Manfredonia, Ottana, l'area Torrese Stabiese fanno testo. Sono strumenti per riprogettare il territorio, ridisegnarne il profilo economico. E sono strumenti a termine, che da soli non bastano e devono accompagnarsi a soggetti attuatori''. Borghini cita come esempio la Agenzia per la Baia di Cardiff, in Galles, e si interroga:''non sarebbe forse utile riproporre un'esperienza di questo tipo per esempio per l'area di Bagnoli?''. In questa sorta di 'censimento' operato da Borghini sugli strumenti della programmazione contrattata, non poteva mancare la citazione del contratto di programma. La realizzazione dello stabilimento Fiat di Melfi e' passato attraverso di esso. In questo caso, protagonista principale e' l'impresa, normalmente un grosso gruppo, comunque un investimento di grosse dimensioni nel caso di iniziative consortili, che in dialogo con le autorità centrali e locali, giungono alla collocazione sul territorio di un progetto, avvalendosi di procedure speciali e di incentivi comunitari e nazionali. La terza ipotesi e' poi quella dei patti territoriali (''una nuova versione della politica di programmazione'' commenta Borghini). Un percorso più arduo, in cui, anziche' esservi la collocazione puntuale di investimenti, le realtà territoriali interessate offrono, per cosi' dire, le opportunita' di una zona, dichiarando la disponibilita' di offrire condizioni particolari per insediamenti industriali.
Recentemente, anche per l'istruttoria degli interventi previsti nell'ambito dei patti territoriali, il Ministero del Tesoro ha previsto la presenza di un 'advisor bancario', circostanza che ne favorirà la realizzazione. Ha funzionato la batteria di strumenti a disposizione per affrontare le crisi occupazionali? Con le premesse del caso (a situazione diverse l'uso di ricette diverse), il giudizio di Borghini è positivo. ''Certo - aggiunge - vi è la esigenza di rivisitare la delibera Cipe con cui venivano normati ad esempio i contratti d'area. E' un punto di debolezza la circostanza che non possano applicarsi agli ampliamenti delle imprese. L'esperienza fatta suggerisce poi di rendere applicabili i contratti d'area a tutto il comparto turistico, mentre oggi se ne può avvantaggiare in maniera solo marginale''. Essenziale è poi, segnala Borghini, la presenza di un soggetto professionale per una efficace gestione dei contratti d'area (nel caso di Manfredonia e' stato EniSud).

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