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Supporti scrittorii: materiali, tecniche e conservazione

Data: 12/04/1999 - Ora: 12:34
Categoria: Cultura

Il professore Leandro Gottscher esordisce affermando che può sembrare strano che il contenitore di un manoscritto possa essere più prezioso e importante del suo contenuto.
Basta però pensare alle rilegature, altamente artistiche, dell'età rinascimentale; a documenti come bolle papali e documenti notarili realizzati su pergamena come supporto scrittorio.
E' infatti la pergamena a caratterizzare tutta la produzione scrittoria del Medioevo. Il termine "pergamena" deriva da "Bergamo", città detentrice del primato di produzione di questo particolare e prezioso supporto scrittorio, essa si sostituì al papiro per la grande manegevolezza.(CD)

La tecnica di lavorazione della pergamena è essenzialmente divisibile in alcune fasi fondamentali: la materia prima è la pelle animale (ovina, caprina, bovina), la prima operazione è quella della rimozione del pelo, in seguito, la pelle, così pulita, viene immersa in un bagno di acqua di calce neccessaria a sgrassarla e ammorbidirla. Dopo l'immersione la pelle viene lavata e stesa su di un telaio di legno dove viene fatta essiccare per poi essere lavorata con la pietra pomice.
Il libro viene ad essere così composto da diverse sezioni di scritti perpendicolari all'asse di arrotolamento intorno ad un asse di legno. La pergamena viene utilizzata anche per dipingere immagini , non solo decorative, con l'utilizzo di diverse tecniche, in alcuni casi anche con oro zecchino per la decorazione delle cornici dipinte intorno allo scritto.
Nonostante l'avvento della carta, la pergamena continuerà ad essere largamente usata soprattutto per quanto riguarda documenti di molta importanza.
L'invenzione della carta invece, è attribuibile ai cinesi; mentre in Spagna si hanno notizie della prima cartiera. In E' però l'Italia a detenere il primato della presenza di cartiere altamente specializzate. Il metodo di lavorazione della carta non ha subito nel tempo trasformazioni consistenti almeno, fino alla produzione attraverso l'ausilio di macchine. La carta fino alla invenzione dei caratteri mobili è impiegata per scrittura e disegni, dal 1400 in poi diventa il supporto più diffuso tra i disegnatori, anche per il suo poco ingombro e la sua manegevolezza.
Diverse le tecniche di incisioni, le tecniche xilografiche (la più antica delle tecniche incisorie -risale al VI sec. a.C., fatta sul legno di ciliegio, melo, ebano- ma anche su stoffa). Un'altra importante tecnica incisoria è la "calcografia" ovvero ad essere stampata, al contrario della precedente tecnica, è la superfice incisa.
Per quanto riguarda la conservazione della carta è possibile classificare le alterazioni meccaniche e chimiche, come conseguenza di fattori esterni (luce, temperatura, parassiti, uso improprio, vandalismi, eventi naturali) e di agenti biologici causati dall'uomo, dai topi e dai parassiti. I danni riscontrabili possono essere infatti, macchie ondulazioni, dovuti anche a sbalzi di temperatura che, in un ambiente ideale di conservazione, deve aggirarsi intorno ai 15-20^. Irreparabili danni sono causati dagli insetti che scavano profondi solchi nell'interno, lasciando intatti i bordi,i tarli, per esempio, scavano tortuose gallerie. I funghi ,invece, proliferano in ambienti poco areati e provocano delle alterazioni cromatiche anche a causa della forte umidità. Le alterazioni strutturali sono dunque le più devastanti: la carta assume un aspetto feltroso e pronto a sgretolarsi, rendendo così il documento inutilizzabile.(CD)

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