Il premier
Romano Prodi arriva al vertice preparato
per i non brillanti risultat elettorali: l'ordine del
giorno dedicato al
mezzogiorno, fissato da un mese, si chiama appunto: "Mezzogiorno
e occupazione". Così, Prodi, organizza subito la
proposta di un "tavolo a quattro" tra governo,
sindacati, sindaci e imprenditori per rispondere
a chi, come Massimo D'Alema, Sergio Cofferati e
Fausto Bertinotti ("il Mezzogiorno è passato
all'opposizione") invocano il lancio della "fase
due". Il premier: "La linea del governo è quella giusta
e darà i suoi risultati e infatti i contratti d'area,
i patti territoriali, le nuove infrastrutture non
tarderanno ad avere successo. Anche l'
Euro sembrava
un miraggio e invece...". (FM)Molte le lamentele nei confronti della mancata
efficienza delle azioni del governo riguardo al
problema dell'occupazione nel Sud. Antonio
Bassolino: "La situazione è grave, occorre darsi
una mossa. Il messaggio di ottimismo di Prodi al
Sud non è arrivato o è arrivato molto debole". Enzo
Bianco da Catania: "Mentre al Nord ha premiato
l'ingresso nell'Euro, da noi non ha sortito alcun
effetto". Il palermitano Leoluca Orlando: "Tutti
i giorni ci sono le proteste, i blocchi stradali
di chi ha svolto i lavori socialmente utili e ora
non vede più una lira. La situazione è esplosiva,
serve una risposta al più presto". Il capogruppo
dei democratici di sinistra, Fabio Mussi: "Non basta
il problema lavoro a spiegare il risultato negativo
in Sicilia. Quello è stato un voto politico per
richiamare al potere la vecchia classe dirigente. Tant'è
che nel lungo giro di comizi che ho fatto ho sentito
poche volte la parola lavoro'. Detto questo, è ora
di passare alla fase dei fatti concreti. Il governo
su occupazione e Mezzogiorno non può andare avanti
così". Franco Marini, il segretario del Pds, che
rivendica per il Ppi un'autonomia su vari temi che
li distingue dall'iniziativa del governo (scuola,
aborto, bioetica, ecc.), afferma: "Non si può accusare
il governo di avere fatto poco, era impegnato anima e
corpo nella costruzione dell'Euro. Ma è giusto che ora
ci si dia tutti da fare". Prodi ha ascoltato e risponde
rivolgendosi soprattutto ai sindaci: "La colpa del fatto
che non è arrivato il messaggio di ottimismo, sottolineato
da Bassolino, è di chi non si dà da fare per farlo arrivare
alla gente. Al Sud è stato fatto quello che hanno voluto i
sindaci, compresi i lavori socialmente utili ma certo non è
possibile andare avanti così, ricorrendo alla tecnica dei
finanziamenti. Lo sviluppo del Sud passa attraverso
l'allargamento della base produttiva, dunque è affidato
alle imprese".