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Sud/ Prodi rilancia un piano per il Mezzogiorno

Data: 27/05/1998 - Ora: 15:30
Categoria: Politica

Il premier Romano Prodi arriva al vertice preparato per i non brillanti risultat elettorali: l'ordine del giorno dedicato al mezzogiorno, fissato da un mese, si chiama appunto: "Mezzogiorno e occupazione". Così, Prodi, organizza subito la proposta di un "tavolo a quattro" tra governo, sindacati, sindaci e imprenditori per rispondere a chi, come Massimo D'Alema, Sergio Cofferati e Fausto Bertinotti ("il Mezzogiorno è passato all'opposizione") invocano il lancio della "fase due". Il premier: "La linea del governo è quella giusta e darà i suoi risultati e infatti i contratti d'area, i patti territoriali, le nuove infrastrutture non tarderanno ad avere successo. Anche l'Euro sembrava un miraggio e invece...". (FM)Molte le lamentele nei confronti della mancata efficienza delle azioni del governo riguardo al problema dell'occupazione nel Sud. Antonio Bassolino: "La situazione è grave, occorre darsi una mossa. Il messaggio di ottimismo di Prodi al Sud non è arrivato o è arrivato molto debole". Enzo Bianco da Catania: "Mentre al Nord ha premiato l'ingresso nell'Euro, da noi non ha sortito alcun effetto". Il palermitano Leoluca Orlando: "Tutti i giorni ci sono le proteste, i blocchi stradali di chi ha svolto i lavori socialmente utili e ora non vede più una lira. La situazione è esplosiva, serve una risposta al più presto". Il capogruppo dei democratici di sinistra, Fabio Mussi: "Non basta il problema lavoro a spiegare il risultato negativo in Sicilia. Quello è stato un voto politico per richiamare al potere la vecchia classe dirigente. Tant'è che nel lungo giro di comizi che ho fatto ho sentito poche volte la parola lavoro'. Detto questo, è ora di passare alla fase dei fatti concreti. Il governo su occupazione e Mezzogiorno non può andare avanti così". Franco Marini, il segretario del Pds, che rivendica per il Ppi un'autonomia su vari temi che li distingue dall'iniziativa del governo (scuola, aborto, bioetica, ecc.), afferma: "Non si può accusare il governo di avere fatto poco, era impegnato anima e corpo nella costruzione dell'Euro. Ma è giusto che ora ci si dia tutti da fare". Prodi ha ascoltato e risponde rivolgendosi soprattutto ai sindaci: "La colpa del fatto che non è arrivato il messaggio di ottimismo, sottolineato da Bassolino, è di chi non si dà da fare per farlo arrivare alla gente. Al Sud è stato fatto quello che hanno voluto i sindaci, compresi i lavori socialmente utili ma certo non è possibile andare avanti così, ricorrendo alla tecnica dei finanziamenti. Lo sviluppo del Sud passa attraverso l'allargamento della base produttiva, dunque è affidato alle imprese".

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