Dopo tanti rinvii ed annunci mancati nasce 'Sviluppo Italia',
l'holding leggera per la promozione degli investimenti produttivi nel Mezzogiorno. Sara' il Consiglio
dei ministri di venerdì prossimo infatti a varare uno schema di
decreto legislativo che istituisce
l'Agenzia per il Sud. Ad annunciarlo sono stati i segretari
confederali di Cgil, Cisl e Uil Walter
Cerfeda, Natale Forlani e Paolo Pirani nel corso di una
conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine
del confronto con il governo sul riordino degli Enti di
promozione industriale nelle aree depresse nel
Mezzogiorno. (MN)Sarà una holding leggera che avrà solo il compito di coordinare
le sei agenzie o società che attualmente operano nel Sud. Nel dettaglio Sviluppo
Italia coordinerà Italinvest, Spi, Enisud, Ribs, Ig e Ipi. Le sei società
resteranno autonome almeno per un anno e si muoveranno lungo due direttrici:
promozione dello sviluppo e servizi finanziari. La Holding non partirà avendo
in cassa i tremila miliardi incassati dalla vendita di Telecom ai privati ma partirà
con la dotazione finanziaria delle singole società prevista dalla legge di bilancio
1998. L'organigramma della Holding non è ancora scritto ma mentre per la
presidenza sembra aver perso quota l'economista Patrizio Bianchi, pur essendo
molto vicino al presidente del Consiglio, amministratore delegato dovrebbe
esser Carlo Borgomeo, attuale presidente dell' Ig, la società per la
imprenditorialità giovanile. Saranno tenuti fuori dall'Agenzia tutte le attività di
intervento nel settore dei lavori socialmente utili. Va osservato che sull'impianto
presentato ieri dal governo ai sindacati ci sono molte perplessità in casa Ds.
"Siamo molto preoccupati - afferma Roberto Barbieri responsabile per il Sud
del Ds - di come è l'attuale stesura del provvedimento che non prevede
chiaramente la fine delle società che saranno coordinate in una prima fase dalla
nuova holding. C'è una resistenza dell'apparato amministrativo molto negativa
- prosegue Barbieri - per cui si rischia di sommare un nuovo consiglio di
amministrazione a quelli già esistenti con duplicazioni di costi e sprechi
facilmente immaginabili. E soprattutto si rischia di non cancellare le
sovraposizioni che oggi si vedono". Cgil-Cisl-Uil hanno invece sposato la linea
del governo anche se, come dice il segretario generale aggiunto della Uil
Adriano Musi "hanno ancora molte idee confuse vedremo il testo e poi daremo
il nostro parere definitivo". Intanto questa mattina il ministro del Lavoro, Treu,
illustrerà ai sindacati il provvedimento sul lavoro sommerso. Alla fine
nell'esecutivo è prevalsa la linea di considerare le imprese in nero e i lavoratori
sommersi come unità nuove e quindi il fisco chiuderà gli occhi sul passato ma
senza nessun condono formale. Questa posizione preoccupa i sindacati perché
"in questo modo le imprese sommerse potrebbero comunque subìre un
controllo per evasione fiscale e questo potrebbe far fallire l'emersione",
conclude Musi.