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Sud/ Nasce "Sviluppo Italia"

Data: 10/06/1998 - Ora: 10:28
Categoria: Economia

Dopo tanti rinvii ed annunci mancati nasce 'Sviluppo Italia', l'holding leggera per la promozione degli investimenti produttivi nel Mezzogiorno. Sara' il Consiglio dei ministri di venerdì prossimo infatti a varare uno schema di decreto legislativo che istituisce l'Agenzia per il Sud. Ad annunciarlo sono stati i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Walter Cerfeda, Natale Forlani e Paolo Pirani nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine del confronto con il governo sul riordino degli Enti di promozione industriale nelle aree depresse nel Mezzogiorno. (MN)Sarà una holding leggera che avrà solo il compito di coordinare le sei agenzie o società che attualmente operano nel Sud. Nel dettaglio Sviluppo Italia coordinerà Italinvest, Spi, Enisud, Ribs, Ig e Ipi. Le sei società resteranno autonome almeno per un anno e si muoveranno lungo due direttrici: promozione dello sviluppo e servizi finanziari. La Holding non partirà avendo in cassa i tremila miliardi incassati dalla vendita di Telecom ai privati ma partirà con la dotazione finanziaria delle singole società prevista dalla legge di bilancio 1998. L'organigramma della Holding non è ancora scritto ma mentre per la presidenza sembra aver perso quota l'economista Patrizio Bianchi, pur essendo molto vicino al presidente del Consiglio, amministratore delegato dovrebbe esser Carlo Borgomeo, attuale presidente dell' Ig, la società per la imprenditorialità giovanile. Saranno tenuti fuori dall'Agenzia tutte le attività di intervento nel settore dei lavori socialmente utili. Va osservato che sull'impianto presentato ieri dal governo ai sindacati ci sono molte perplessità in casa Ds.
"Siamo molto preoccupati - afferma Roberto Barbieri responsabile per il Sud del Ds - di come è l'attuale stesura del provvedimento che non prevede chiaramente la fine delle società che saranno coordinate in una prima fase dalla nuova holding. C'è una resistenza dell'apparato amministrativo molto negativa - prosegue Barbieri - per cui si rischia di sommare un nuovo consiglio di amministrazione a quelli già esistenti con duplicazioni di costi e sprechi facilmente immaginabili. E soprattutto si rischia di non cancellare le sovraposizioni che oggi si vedono". Cgil-Cisl-Uil hanno invece sposato la linea del governo anche se, come dice il segretario generale aggiunto della Uil Adriano Musi "hanno ancora molte idee confuse vedremo il testo e poi daremo il nostro parere definitivo". Intanto questa mattina il ministro del Lavoro, Treu, illustrerà ai sindacati il provvedimento sul lavoro sommerso. Alla fine nell'esecutivo è prevalsa la linea di considerare le imprese in nero e i lavoratori sommersi come unità nuove e quindi il fisco chiuderà gli occhi sul passato ma senza nessun condono formale. Questa posizione preoccupa i sindacati perché "in questo modo le imprese sommerse potrebbero comunque subìre un controllo per evasione fiscale e questo potrebbe far fallire l'emersione", conclude Musi.

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