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Spazio/ Shuttle cerca l'antimateria con la tecnologia italiana

Data: 04/06/1998 - Ora: 19:36
Categoria: Politica

Lo spettrometro alfa magnetico (Ams), realizzato con tecnologia italiana cercherà l'antimateria nello spazio. Secondo gli studi recenti, al momento in cui vi fu l'esplosione del Big Bang l'universo era infatti costituito da parti uguali di materia e antimateria, ma quest'ultima dopo brevi attimi, essendosi scissa dalla prima si è persa chissà dove. Lo spettrometro alfa magnetico è il risultato degli studi perseguiti dai ricercatori americani, russi, cinesi e europei che hanno unito le loro conoscenze. Dopo il viaggio sullo shuttle lo spettrometro tornerà nello spazio nell'anno 2002 ed opererà per tre anni sulla Stazione spaziale internazionale. (FM)
Lo spettrometro alfa magnetico (Ams), realizzato con tecnologia italiana cercherà l'antimateria nello spazio. Installato a bordo dello shuttle Discovery che è decollato da Cape Canaveral il 2 giugno, lo spettrometro sarà controllato da una donna, l'astronauta Janet Lynn Kavandi che per dieci giorni manovrerà lo strumendo compiendo alcuni esperimenti. Lo scopo è quello di cercare l'antimateria nei raggi cosmici e svelare il mistero della materia invisibile che compone la maggior parte dell'universo e di cui ancora si ignora l'origine. Secondo studi recenti, al momento del Big Bang l'universo era infatti costituito in parti uguali da materia e antimateria che però dopo pochi attimi si sono separate. Non si sa dove sia andata a finire l'antimateria, se è scomparsa del tutto o se è andata a concentrarsi in altre ''antigalassie'' e ''antistelle'' in un universo parallelo al nostro. Lo spettrometro, che ha una sensibilità centomila volte superiore a quella di altri strumenti analoghi, forse sarà in grado di stabilire qual è stato il destino dell'antimateria andandone a cercare la presenza nei raggi cosmisci che dalle profondità dello spazio arrivano fino al nostro Sistema Solare. Lo spettrometro alfa magnetico è il frutto della collaborazione tra ricercatori americani, russi, cinesi e europei e dopo il viaggio sullo shuttle tornerà nello spazio nel 2002 dove opererà per tre anni sulla Stazione spaziale internazionale. Costituto da un magnete di 2.000 chilogrammi costruito in Cina, lo spettrometro è equipaggiato con sensibilissimi rivelatori di particelle messi a punto in Italia da un gruppo di ricercatori dell'università di Bologna e Perugia in collabolazione con l'Infn e l'Asi. Si tratta di rivelatori di particelle molto più grandi di quelli usati in precedenza nello spazio e per la loro realizzazione sono state usate le tecniche sviluppate dall'Infn per esperimenti svolti al Cern di Ginevra.

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