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Società/ La tecnologia imprigiona i bambini impedendo loro di crescere

Data: 27/08/1998 - Ora: 17:28
Categoria: Cronaca

Telefoni cellulari per bimbi dai tre anni in su che facciano da filo diretto in ogni istante con mamma e papà e zainetti 'antipedofili' per richiamare l'attenzione degli adulti ad ogni minimo, vero o presunto che sia, segno di pericolo. La prossima generazione rischia di essere quella del ''cordone telematico'': bambini incapaci di essere ed agire da persone autonome, in tutto e per tutto dipendenti dai genitori ed in particolare dalla figura materna, alla quale continuerebbero a rimanere legati se non dal vero cordone ombelicale da un ''surrogato'' di pari funzioni, un 'cordone telematico', appunto, per il quale la moderna tecnologia sta gettando le basi. (FM)

E' uno scenario inquietante quello tracciato dagli esperti a fronte dell'imminente invasione del mercato da parte di questi nuovi prodotti a 'misura di bimbo'. E i pericoli maggiori verrebbero proprio dal baby-cellulare, gia' in sperimentazione in Danimarca. E' un tentativo di supplire con la tecnologia all'assenza dei genitori secondo il pedagogista Pietro Lucisano, che motiva così il proprio 'no' all'ultima novità del mercato per i più piccoli: ''Si eliminerebbero gli spazi di autonomia del bambino, riducendone la capacità di indipendenza. Crescere significa appunto graduale allentamento del cordone ombelicale, me se il cordone lo si ricrea 'in via telematica' il processo di crescita, in un certo senso, viene bloccato''.Ma il baby-cellulare, sottolinea Lucisano, è ''pericoloso'' anche per i genitori, i quali finirebbero per seguire il naturale impulso di sentire e controllare i figli in ogni istante della giornata. Bocciato pure lo zainetto 'antipedofilo': ''Porterebbe ad una sorta di psicosi nei bambini - afferma il pedagogista - che sarebbero così spinti a vivere con terrore qualsiasi manifestazione di affetto da parte degli adulti. Il rischio è di creare un allarme generalizzato''. Prodotti ''rischiosi e inopportuni'' anche secondo la psicologa dell'età evolutiva Anna Oliviero Ferraris. ''Si darebbe al bambino un compito in più inutilmente - dice - e non lo si abituerebbe al distacco graduale dai genitori ed alla consapevolezza di poter contare su di sé, per non parlare poi dei pericoli per la salute dal momento che le radiazioni, soprattutto in tenera età, sono molto più nocive''. Alla base di tutto, aggiunge la psicologa, c'è purtroppo una sola cosa: ''ancora una volta è il business a prevalere su ogni altra considerazione''. Ma cosa ne pensano le mamme? Alcune tra quelle ''famose'', almeno, non hanno dubbi: il 'cordone telematico' è assolutamente da evitare. ''Io ho abituato i miei figli ad essere indipendenti ed hanno il divieto assoluto di chiamarmi sul cellulare se non per le emergenze'', afferma l'attrice Barbara D'Urso.

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