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Data: 20/03/1999 - Ora: 10:55
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Cronaca
E' vero che per le prestazioni per vecchiaia l'Italia ha speso nel '97 il 13,3 per cento del Prodotto interno lorodo (Pil), rispetto a una media europea del 10,1 per cento, ma il nostro Paese destina alla spesa sociale il 25,3 per cento del Pil, inferiore alla media europea che si attesta al 25,3 per cento. Eppure gli anziani, a dispetto del conflitto generazionale che da più parti si prefigura, sono una grande parte della rete di sostegno sociale per le giovani famiglie. Dal rapporto Cisl emerge che il 15 per cento dei bambini gioca con i nonni, il 5 per cento dei figli sposati vive con la famiglia della madre, il 12 per cento nello stesso caseggiato ed il 28 per cento nello stesso comune nel raggio di un chilometro. Gli anziani sono un mattone importante del risparmio italiano: il reddito speso sul totale è pari all'86,5 per cento del percepito per gli ultrassessantacinquenni del Nord, contro il 94-97 per cento per la fascia d'età tra 31 e 50 anni, è pari all'86,2 per cento nel Centro contro il 94 per cento dei piuù giovani ed è pari all'80,7 per cento nel Sud, contro il 90 per cento. Nel decennio 1984-93 i pensionati tenuti alla dichiarazione dei redditi, il 50 per cento circa del totale, hanno dato all'erario non meno del 30 per cento del gettito Irpef complessivo.
Anche se cresce la speranza di vita, se circa la metà degli anni da vivere viene trascorsa in buona salute e l'80 per cento in assenza di disabilità, il rapporto Anziani '98 dei pensionati Cisl, l'assistenza agli anziani viene assicurata per lo più dalle famiglie. Un milioneottocentosettantaquattromila persone anziane, il 21% del totale, ha disabilità, il 34 per cento dei disabili sopra i 75 anni vive solo e il 60,3 per cento in famiglia. Ogni anno all'interno delle famiglie italiani avvengono centomila scambi informali di aiuti, molto più dei cinquecentomila interventi di assistenza domiciliare, e riguardano accudimento (40 per cento), lavori domestici (15 per cento), accompagnamento (8 per cento) e pratiche burocratiche (9 per cento). L'assistenza domiciliare in Italia non raggiunge l'1 per cento degli ultrasessantacinquenni.
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