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Data: 02/09/1998 - Ora: 11:51
Categoria:
Economia
I conti a Palazzo dei Normanni ancora non tornano e, non sapendo quale sarà la cifra messa a disposizione, né la Camera di Commercio né l'assessorato alla Cooperazione sono in grado di anticipare nulla alla marineria della provincia di Palermo. Ad attendere ci sono duemila trecento, fra armatori e marittimi. Il ritardo nel pagamento delle indennità non fa che acuire il malessere di un comparto in crisi. Porticello, quindici chilometri da Palermo, è il triste scenario della recessione: una delle più consistenti flotte della provincia capoluogo si è drasticamente ridimensionata. Zizzo racconta che "dieci anni fa c'erano quattrocento imbarcazioni, mentre oggi sono solo trecentotrenta". Un problema che nasce dallo scarso ripopolamento della fauna ittica - ovvero c'è meno pesce - ma da queste parti l'indice è puntato soprattutto sulle direttive dell'Unione Europea che fissano tetti massimi alla quantità di prede catturabili. Negli ultimi anni è stato ridotto del 30 per cento circa il cosiddetto 'sforzo di pesca', cioè proprio il limite al pescato. Per non parlare della recente questione delle spadare, la riduzione della lunghezza delle reti per catturare i pescespada. Disposizione voluta per salvare i delfini, ma contestata dai pescatori che soprattutto al largo incontrano difficoltà e tornano a riva con uno scarso bottino. Problemi locali, nazionali e internazionali che si intrecciano. A questo si aggiunge l'alt al pagamento del fermo biologico, dai nove milioni a seicentomila lire per i marittimi, somme variabili (in relazione al peso delle imbarcazioni) per gli armatori. 'In certi casi, l'indennità concessa dalla Regione costituisce la metà del reddito di un pescatore', dice Zizzo. Ma non tutti sono d'accordo: 'Il fermo biologico? Meglio abolirlo', afferma Balistreri, un pescatore di Porticello. 'Qui siamo in troppi. E sa quanta gente ha il doppio lavoro? Conosco pescatori che fanno pure i calzolai, che hanno la rendita dei terreni. Questa gente, senza i soldi del fermo, farebbe un altro mestiere'. Il nuovo disegno di legge, in cantiere all'Ars da due anni, prevede infatti l'abolizione dell'indennità di fermo biologico. In ossequio alle disposizioni dell'Unione Europea: il commissario Emma Bonino, nel '97, puntò il dito sugli aiuti alle marinerie siciliane che violerebbero le regole sulla concorrenza. La normativa allo studio introduce un contributo annuale di quasi cinque milioni per i pescatori. Formalmente, un aiuto per l'occupazione. Zizzo afferma che "In un settore che ha sempre sofferto l'assenza di programmazione, arriverebbero finalmente delle regole. Il fermo finora è stato applicato male. La verità - conclude il consigliere della Lega Pesca - è che la politica in questo settore è stata sempre influenzata dalle esigenze della grande flotta mazarese'.
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