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Data: 04/09/1998 - Ora: 11:22
Categoria:
Economia
La chiusura della sessione estiva dell'Ars senza che siano state approvate la legge sullo scioglimento degli enti economici e la ''minifinanziaria'' ha ricevuto critiche da ogni parte.
Per Cgil Cisl e Uil ''la chiusura dell'aula è nei fatti un nuovo sabotaggio di un provvedimento come quello sugli enti economici, che continua a subire il pesante condizionamento di interessi clientelari, assistenziali e spartitori del vecchio sistema di potere''. Secondo i sindacati ''è incomprensibile che nessuno tragga le conseguenze dell'evidente sfaldamento della maggioranza''. In una nota Franco Garufi (Cgil), Giuseppe Timpanaro (Cisl), Carmelo Barbagallo (Uil) attaccano il Governo, ''che ha mostrato ancora una volta la sua inadeguatezza" e chiedono ''l'immediata riconvocazione dell' aula per varare le due leggi''.
Per il deputato regionale Ottavio Navarra (Ds) ''emergono per intero le contraddizioni della maggioranza di centrodestra. In Sicilia ormai l'emergenza è diventata ordinarietà e la 'legge omnibus' che ieri ha varato, al di là di alcune specifiche norme, è l'estremo tassello del degrado economico e finanziario nel quale l'assemblea ormai versa.
La Rete afferma, attraverso il suo portavoce nazionale, Franco Piro, che ''se ci fosse un'autorità preposta alla tyutela della pubblica decenza, avrebbe già rispedito a casa il governo Drago.
La maggiornanza trova l'unità solo quando deve far slittare avanti lo scioglimento degli enti di spartirsi posti di sottogoverno, l'assemblea regionale è costretta a lavorare a singhiozzo e alla cieca dalle assenze e dalle lacerazioni interne al centrodestra, un governo che s'inventa proposte indecenti cone i 190 miliardi per le imprese aggredendo i fondi di riserva''. Piro chiede la riapertura dell' Ars ''per sciogliere i nodi politici insoluti''.
Francesco Di Martino, dei Socialisti democratici italiani, parla di ''nuiovo grave episodio di avventurismo politico'', di ''una maggioranza tutta protesa a giustificare incredibili stanziamenti clientelari'' e lancia alle forze del centro- sinistra un appello a ''rendere credibile la loro opposizione''.
L'onorevole Giovanni Battaglia (Ds) cita Flaiano: ''La situazione è grave, ma non è seria. E' probabile che entro il prossimo secolo lo scioglimento diventerà realtà e l'assessore Castiglione, come aveva promesso, si dimetterà''.
Infine Francesco Morgante, amministratore delegato dell'Italkali dubita che ''la Regione abbia veramente la volontà di vendere gli enti economici. Bisogna ricostruire per quali cause e a favore di chi, negli anni, interi settori produttivi (gas algerino, chimica di Termini Imerese, sali potassici e zolfo) sono stati cancellati e perduti programmi strategici''.
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