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Data: 23/11/1998 - Ora: 17:34
Categoria:
Politica
Israele afferma che non v'è motivo valido per cui i responsabili di questi archivi debbano impedire l'accesso a informazioni sulla Shoah.
Bobby Brown, consigliere del premier israeliano per gli affari della Diaspora, ha detto all'Ansa: ''Noi, in quanto ebrei, vogliamo sapere tutta la verità, tutto ciò che è successo durante la Shoah. Dopo cinquantacinque anni non c'è alcun motivo per cui gli archivi continuino a conservare segreti, impedendo di conoscere la verita'''. Brown ha detto che gli archivi Vaticani sono, a questo proposito, di particolare interesse ''perché il Vaticano è stato l'unico che aveva rappresentanti in tutta l'Europa prima, durante e dopo la guerra''.
''Per noi - ha proseguito - questi archivi sono di importanza critica per la conoscenza di quest'epoca (della Shoah). Ci possono magari essere documenti su eroi finora sconosciuti cosi' come sull'identità finora ignota di persone che collaborarono con i nazisti contro gli ebrei''.
A suo dire l'istituto Yad Vashem di studi sull' Olocausto, con sede a Gerusalemme, non ha avuto da parte del Vaticano sufficiente collaborazione pur avendola chiesta.
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