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Relazione/ Donato Valli, l'Imago Urbis dal Medioevo all'Età moderna

Data: 13/04/1999 - Ora: 09:53
Categoria: Cultura

La relazione è stata aperta con uno spaccato di storia salentina scritta attraverso la pubblicistica degli anni 1879-1903 a cura di Leonardo Stampacchia, Sigismondo Castromediano. "Il pettine", "Il dittatore", "Il Gazzettino Letterario salentino" giornali pubblicati in quegli anni e che hanno segnato gran parte del sapere locale moderno; giornali con aperture mentali strane per quegli anni, giornali che dettavano dialettica tra la gente, giornali che facevano salire la volontà di agire, di fare e l'entusiasmo serpeggiava forte non solo tra gli studiosi che scrivevano ma anche tra la popolazione salentina. (MN/CP)

Questo nuovo interesse per la conoscenza delle figure storiche che hanno contribuito a plasmare l'anima di terra d'Otranto culmina nella nascita, nell'Italia postunitaria, del "Dizionario biografico". Quest'ultimo si presenta come contenitore di notizie biografiche dei grandi autori del '700, attraverso il cui contributo si è delineata l'immagine della città di Lecce. E' un momento, quello dell'Italia postuinitaria, nel quale la città di Lecce comincia a delineare una sua identità, una sua fisionomia, proprio grazie a questi studiosi, ma anche letterati che con i loro contributi hanno dato lo stimolo per continuare quest'operazione di approfondimento, di conoscenza delle radici, ma anche di apertura a esperienze future. Subito dopo la promozione del manifesto dell'associazione del dizionario, nascono numerosi giornali fondati da uomini illustri, letterati e studiosi. Nasce "Il dittatore", "Il Salentino",giornali questi che danno un enorme contributo all'immagine della città.Intorno a questi giornali si raccolgono alcuni nomi famosi di patrioti politici, ma anche di letterati, dell'antica Terra d'Otranto.Un giornale incentrato sui dibattiti politici, culturali, intorno alla città, fu "Il pettine" o anche "Il Risorgimento". Ancora in quegli anni usciva il giornale specificatamente letterario, diretto da L.Tinelli, "il Gazzettino letterario" di Lecce. Questo raccolse intorno a sè giovani letterati e studiosi che segnano in maniera decisiva il valore culturale della città di quell'epoca. Inoltre proprio dal punto di vista letteraio si era aperta all'Europa con le traduzioni di Boudelaire, o di Poe. In questo momento storico (siamo intorno agli anni 1880 - 1889) le occasioni di incontro, le discussioni, le polemiche non mancano, non solo di fronte ai problemi del Salento, ma anche della nazione. Dunque l'atmosfera era colma di entusiasmo, cresceva sempre più la voglia di guardare verso il nuovo, senza negare le esperienze del passato, anzi incrementando la ricerca e lo studio sugli avi, sulle figure importanti della storia che hanno formato il paese. Tutto ciò contribuiva in particolare a creare l'unità spirituale dell'Italia. Da questi elementi si può anche individuare il carattere del Dizionario: si presenta come un lavoro d'equipe, che però mantiene l'individualità e l'originalità dei singolo contributi, e delle singole posizioni.
Questo lavoro di gruppo nasce più dalle occasioni e dalle singole attitudini e interessi delle figure che hanno apportato il loro contributo, piuttosto che da un concertato programma. Se ogni studioso versava nel Dizionario le proprie certezze, il prorpio itinerario, lo arricchiva altrettanto di dubbi, polemiche, ipotesi in modo tale da rendere viva l'opera biografica, quasi umana e in continua crescita, aperta a continui sviluppo. Ciò aumenta il valore documentale del dizionario e lo porta in un tempo e in uno spazio ben definiti, quello in cui nasce, di cui porta le "stimmate", i segni di riconoscimento. Infine acquista ancora più valore proprio per l'impegno ammiravole degli studiosi del tardo Ottocento, per la raccolta così raffinata di dati e documenti da mettere in ulteriore risalto l'ambito volontaristico e artigianale dell'opera. E ciò è facilmente verificabile se lo si pone di fronte ai moderni e "grigi" mezzi tecnologici di ricerca.(CP)

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