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Data: 13/01/1999 - Ora: 11:45
Categoria:
Politica
Uno dei problemi
piu' sentiti dalle regioni confine meridionale dell'Europa e' quello dell'immigrazione.
''La parte sud dell'Europa - dice Capodicasa - viene vista come la porta d'ingresso per
l'UE''. Per fronteggiare il fenomeno, ha proseguito ''non serve solo la vigilanza delle
Forze dell'Ordine ne' gli atteggiamenti di isteria, bisogna pensare alla cooperazione e
intervenire nei loro territori per puntare ad un riequilibrio economico e sociale che
possa evitare i flussi che hanno una ragione sociale profonda''. In questo le regioni
dovrebbero avere un ruolo centrale ''Bisogna investire - ha proseguito - oltre che
finanziariamente anche culturalemnte e politicamente. Le regioni sono piu' attrezzate
per meglio attuare i programmi UE e possono meglio interagire con gli stati
frontalieri''. Resta il fatto che in Italia e soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, la
capacita' di spesa dei fondi europei e' stata molto bassa. Il programma europeo di
investimenti nel bacino mediterraneo MEDA per 3,5 milioni di ECU, ne ha visti
impegnati 2,2 e spesi circa 1,5. ''Ma le cose sono cambiate'' assicura Capodicasa. ''Ci
stiamo attrezzando per i fondi strutturali 2000-2006'' dice il presidente della regione
Sicilia, secondo il quale lo scarso uso fatto finora dei contributi comunitari era dovuto
al fatto che ''fino a qualche anno fa la Sicilia aveva fondi propri tali che quelli europei si
consideravano quasi irrisori''. ''Oggi - ha proseguito - sono cambiate molte cose nella
Pubblica Amministrazione, nella cultura e nella legislazione'' che dovrebbero
assicurare un uso maggiore delle risorse. Adesso, alla conferenza internazionale di
Siracusa, si incontreranno i rappresentanti di 42 regioni europee, 7 della
commissione intermediterranea CRPM, tutti i firmatari dell'accordo di Barcellona del
1995 (dove si e' deciso un ruolo piu' attivo delle regioni nelle politiche europee) e i
delegati dei paesi mediterranei dal Marocco alla Turchia, compresi alcuni ''osservatori''
della Libia. Da qui partiranno le richieste delle comunita' locali del bacino medirraneo
all'Unione Europea. All'UE le regioni chiedono di partecipare piu' attivamente al
processo di programmazione degli interventi nell'area mediterranea, in vista della
creazione dell'area di libero scambio nel 2010. In questo senso sembra necessario
''Un flusso compensativo di fondi verso Sud'' dice Capodicasa, che compensi il
grande dispendio di risorse che si sta attuando nei confronti dei paesi dell'Est.
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