Una Regione aperta al confronto con
tutti i popoli del Mediterraneo, che faccia della sussidiarieta'
uno dei cardini della propria azione e che consideri tutti i
suoi abitanti, e non solo i residenti, persone titolari di
diritti: sono i tre principi sui quali si basa la proposta dei
democratici di modifica dell' art.1 dello statuto regionale.
La proposta - ha spiegato il coordinatore regionale del
movimento, Guglielmo Minervini, in una conferenza stampa - sara'
presentata in sede di commissione speciale per la redazione del
nuovo statuto (presieduta dal consigliere Alberto Tedesco), che
e' stata di recente istituita dal Consiglio regionale. All'
incontro con i giornalisti era presente anche il ministro alle
Riforme istituzionali, Antonio Maccanico, secondo il quale l'
iniziativa dei Democratici ''si inserisce molto bene nel nuovo
quadro costituzionale che stiamo costruendo'', proprio per
quanto riguarda l' autonomia statutaria delle Regioni.
L' art.1 dello statuto scritto dai Democratici si articola in
tre comma, che corrispondono ai tre principi fondamentali su cui
l' attivita' della Regione, a loro giudizio, dovrebbe basarsi.
Il primo principio - ha detto Minervini - ''e' centrale e da' il
'cognome' alla nostra Regione: prevede una Puglia Regione di
pace, il cui territorio e' geograficamente, ma anche
storicamente e culturalmente aperto al dialogo e al rapporto con
gli altri popoli del Mediterraneo''.
Il secondo principio - ha poi detto il
leader regionale dei Democratici - istituisce un concetto
''molto ampio di cittadinanza, che arriva a considerare titolari
di diritti nella nostra Regione chiunque vi abita''. E' questo
un concetto che lo stesso Minervini ha giudicato ''molto
ardito'', ma sul quale i Democratici puntano in modo
particolare. In proposito il ministro Maccanico ha osservato che
vi sono ''principi di eguaglianza e di equita''' ai quali l'
azione di ogni Regione si deve ispirare.
E in questo rientra anche il terzo principio indicato nella
proposta di riforma dell' art.1: quello di sussidiarieta'. Che
per Minervini deve consistere nell' integrazione ''virtuosa''
delle azioni dei cittadini, ''che imparano a fare da soli'', e
dello Stato, che tutela i diritti di tutti.
Secondo Maccanico proprio il principio della sussidiarieta'
e' una delle novita' del nuovo quadro costituzionale. Una
sussidiarieta' ''verticale'' che prevede - ha spiegato il
ministro - che l' attivita' amministrativa e' dei Comuni e delle
Province, mentre spettano alle Regioni i compiti di
programmazione e legislazione; e che prevede anche l'
istituzione in ogni regione del Consiglio delle autonomie,
ideato ''per evitare quel centralismo regionale che e' la vera
minaccia che esiste adesso''.