Proseguono i lavori della commissione Affari istituzionali che dovrà riscrivere il nuovo statuto regionale. I commissari hanno affrontato il problema della continuità di una legislatura in caso di morte o impedimento del presidente eletto con elezione diretta. La legge costituzionale n^ 1 del 1999 sull’elezione diretta del presidente, prevede in tal caso lo scioglimento del consiglio.
Una questione affrontata dalla commissione affari istituzionali per "ovviare" in qualche modo alla legge costituzionale. La faccenda diventa complicata dall’esigenza di "coniugare" da una parte l’obiettivo di evitare lo scioglimento e dall’altra di trovare soluzioni che non abbiano risvolti politici "stravolgenti". Si perché non si tratterebbe solo di rifare il trucco, per così dire, allo statuto regionale, ma di realizzare una vera e propria plastica facciale.
Esiste una linea condivisa dal coordinamento nazionale della commissioni regionale statuto che adotterebbe l’ipotesi del prof. Lombardi, direttore dell’istituto delle Regioni del Cnr. Si tratterrebbe di passare il testimone al vice presidente in caso di morte o impedimento permanente del presidente della giunta. Una scelta che la commissione regionale potrebbe fare propria ma che non trova il consenso unanime dei consiglieri. Infatti è del consigliere Lucio Tarquinio l’ipotesi di affidare alla maggioranza la possibilità dell’elezione del nuovo presidente. Per molti dei presenti una scelta "coraggiosa che riconferirebbe al Consiglio la dignità che è stata sottratta dalla nuova formula elettorale dell’elezione diretta del presidente della giunta".
Ma Tedesco suggerisce la necessità di "passare attraverso una fase di transizione per poi decidere, con maggiore serenità e tempo, sull’ipotesi formulata da Tarquinio". La fase di transizione sarebbe determinata dall’approvazione della proposta "Lombardi", cioè con il conferimento dei pieni poteri al vice presidente della giunta nei due casi ipotizzati.
Nel dibattito è emersa la consapevolezza del ruolo di "regione-pilota" che la Puglia assumerebbe con una simile proposta. E’ stata altresì sollevata la questione della costituzionalità della ipotesi "Tarquinio".
Tedesco ha proposto di rimettere la definizione della questione al Consiglio. Saranno, quindi, predisposte le due ipotesi esaminate dalla commissione che successivamente saranno sottoposte all’assemblea.
E’ emersa, altresì, l’esigenza di tenere fede alla tabella di marcia che Tedesco aveva individuato. Bisognerà comunque fare i conti con la sessione di bilancio che sta per aprirsi, che di fatto blocca il lavoro di tutte le commissioni e con la campagna elettorale che incombe.
Un punto fermo sono i lavori delle sottocommissioni, in particolare quella del consigliere Carrieri, che è giunta quasi a conclusione dei lavori e che presto presenterà la proposta relativa alla forma di governo, al ruolo della Regione e degli organi regionali.