L'assessore regionale pugliese all'agricoltura, Nino Marmo, comunica:
"Il ministro Pecoraro Scanio sa bene che, per quanto concerne il problema della siccità, la Puglia non è inadempiente, poiché la legge prevede che entro 60 giorni dalla fine dell'evento deve essere deliberata la dichiarazione dello stato dl calamità, da notificare ai sensi della legge statale n. 185.
La Regione Basilicata, che ha già comunicata i dati al Ministero, ha però delimitato solo i danni per le colture cerealicole e foraggiera, non per quelli relativi alle colture arborea, mentre da noi, ancora oggi, continuano a pervenire segnalazioni di danni.
La Regione Puglia, per parte sua. ha già attivato tutte le procedure per la delimitazione delle aree in cui si sono verificati danni, mentre gli ispettorati provinciali dell'agricoltura stanno completando gli accertamenti richiesti. Infatti si prevede che entro la prima decade di novembre sarà formalizzata la richiesta dl declaratoria delle aree danneggiate.
Sa anche bene il ministro Pecoraro Scanio della sua permanente evasività e imprecisione nel dare le risposte alle Regioni e ai produttori, per cui siamo ancora in attesa di conoscere se l'abbattimento dell'accisa sul gasolio sarà introdotta nella Finanziaria, con riferimento proprio ai periodo della siccità.
Non ha dato, il ministro, risposte in relazione alla richiesta di tutti gli assessori regionali circa l'emanazione di un decreto legge che coprisse gli ulteriori danni che le aziende hanno avuto, aldilà della perimetrazione prevista dalla legge165.
Gli assessori regionali tutti, sia il 5 che il 19 ottobre, hanno presentato al ministro richieste su argomenti nodali dell'agricoltura, seguiti puntualmente con disattenzione e distrazione dal Ministro.
Non da ultimo, si attivi il ministro a tutelare, in sede comunitaria, gli interessi dell'olio d'oliva meridionale e di quello pugliese in particolare e invece di dichiarare che non si perderanno i contributi sull'olio, chiarisca perché agli olivicoltori italiani l'acconto sarà dei 65% contro l'80% per quelli greci e il 91% per quelli spagnoli.
Alla luce dl tutto ciò, Pecoraro Scanio, pensi a dare risposte reali all'agricoltura e a non essere egli stesso una "calamità".