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Data: 13/07/1998 - Ora: 15:41
Categoria:
Economia
L'assessore
alla formazione professionale della Regione Puglia, Giuseppe
Di Donna (An) oggi nel corso di una conferenza stampa ha
illustrato il disegno
di legge di riforma del settore che sarà presentato nella
prossima riunione della Giunta e che segue un altro
provvedimento, superato dalle recenti linee della legge quadro
predisposta dal Governo, presentato due anni fa e ''fermo''
nella sesta commissione. Il disegno
di legge regionale ''dimostra che non c'è stata
inadempienza'' nell'incarico svolto nell'ultimo
assessorato, secondo quanto rilascia lo stesso Di Donna. (FM)Il disegno di legge regionale di riforma del settore della formazione professionale presentato dall'assessore della Regione Puglia, Giuseppe Di Donna (An), ''dimostra che non c'è stata inadempienza'' nell'incarico svolto nell'ultimo assessorato. I cambiamenti intervenuti negli ultimi due anni nella formazione professionale della Regione Puglia ''stanno facendo saltare le lobby consolidate e illegali che hanno vissuto nella illiceità e nell'assoluta mancanza di controlli''. ''Chi oggi chiede la mia testa - afferma Di Donna - non ha altra motivazione se non quella di difendere questo sistema''. Così ha replicato alle polemiche, in un incontro con i giornalisti, l'assessore alla formazione professionale della Regione Puglia, Giuseppe Di Donna (An), le cui dimissioni sono state chieste da Forza italia e dal Cdl nell'ultima riunione di consiglio, dedicata alla discussione sul piano di Fp. Nel pomeriggio si riunisce il gruppo di An che dovrà decidere se salvare la coalizione di centro-destra e quindi chiedere le dimissioni del suo assessore, oppure difenderlo, aprendo di fatto l'ennesima crisi. Tra le ipotesi, vi è anche quella che il presidente della Giunta pugliese, Salvatore Distaso, revochi all'assessore il diritto di firma sugli atti.
''Chi non ha lavorato - ha proseguito Di Donna - non è stato questo assessorato''. Di Donna ha respinto, quindi tutte le accuse e a chi gli ha chiesto cosa farà se il suo gruppo chiederà le sue dimissioni, ha risposto: ''Aspetto che me lo dica il presidente nazionale del mio partito''. ''Non si può risolvere il problema della formazione professionale con un regolamento interno ad An o ai gruppi di maggioranza: è un problema enorme che è di costume''. ''Il governo regionale - ha proseguito Di Donna - non è riuscito a traghettare la Regione dalla vecchia alla nuova Repubblica; i metodi sono peggiorati e i comportamenti altrettanto''. ''C'è un malcontento enorme - ha continuato - nel partito, nella base del partito e nell'opinione pubblica''. Di Donna ha proseguito affermando che i provvedimenti da lui portati in consiglio ''sono stati diretti non a un cambiamento repentino: sono atti di passaggio e di mutamenti nel tempo, anche se sicuramente il piano di formazione professionale fa un balzo di novità''. ''Evidentemente - ha detto - c'è qualcuno che non vuole tutto questo''. ''Come si può accusare questo assessorato - ha proseguito - di illegittimità quando in passato si sono stravolte decisioni di consiglio con decreti assessorili''. ''E' stato possibile - ha concluso - fare di tutto e di più''.
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