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Profughi/ Cinquecento kosovari approdano sulle coste salentine

Data: 21/04/1999 - Ora: 09:54
Categoria: Politica

Circa cinquecento profughi kosovari, sbarcati durante la notte lungo tutto il litorale leccese, sono stati scoperti da carabinieri e militari della Guardia di Finanza. Sono giunti tutti a bordo di gommoni salpati da Valona, dove hanno pagato un "biglietto" di mille marchi gli adulti e cinquecento i bambini. Oltre la metà dei profughi giunti nella notte sono bambini ed attualmente sono tutti ospitati nel centro di prima accoglienza "don Tonino Bello" di Otranto dove sono in corso le procedure di identificazione. Tra i cinquecento sbarcati nelle ultime ore vi sono molti nuclei familiari. Tra questi un emigrato a Frascati che immediatamente dopo l'inizio dei bombardamenti è tornato in patria per portare in Italia la moglie ed i suoi due figli. (FM)

Identica scelta aveva fatto un suo connazionale che lavora in Svizzera, con moglie e sei figli in Kosovo. I due sono riusciti a raggiungere il paese natale, un villaggio ad una ventina di chilometri da Prizren, poco prima che sopraggiungessero le truppe di Belgrado che hanno imposto a tutti gli abitanti di abbandonare le loro case. I militari serbi hanno anche stracciato i documenti dei kosovari, secondo un cliché ormai noto, e li hanno accompagnati mentre con mezzi di fortuna, trattori e carretti, raggiungevano il confine albanese al nord non lontano da Kukes.

Le due famiglie hanno quindi proseguito il viaggio, durato una quindicina di giorni, sino a Valona, nel sud dell'Albania, dove hanno contrattato con gli scafisti il passaggio verso le coste pugliesi. Un altro gruppo di kosovari è stato abbandonato sugli scogli di Torre S.Andrea. Hanno dovuto essere aiutati per poter raggiungere la riva, mentre a S.Emiliano lo sbarco è stato di fatto interrotto dall'arrivo dei militari della Guardia di Finanza.

Così un bambino di cinque anni che viaggiava con i genitori è rimasto solo sulla costa mentre il padre e la madre si sono ritrovati prigionieri sul gommone che ha ripreso il largo, probabilmente nel tentativo di trovare un altro approdo. Altri sbarchi, questa volta da scafi provenienti dal Montenegro sono avvenuti anche sul Gargano, nella zona di Mattinata (Foggia). Anche in questo caso si tratta di Kosovari.

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