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Data: 18/11/1998 - Ora: 10:36
Categoria:
Economia
L'interesse molto vivo per la
privatizzazione da parte delle grandi istituzioni fa dunque da eco alla ottima domanda registrata nei borsini. In qualche
modo sembra emergere una sorta di braccio di ferro tra i grandi investitori, che vogliono portare a casa fino a un quarto del
capitale Bnl (più o meno diviso equamente fra italiani ed esteri), e il popolo dei borsini che punta sulla banca di via Veneto
come un nuovo titolo da "cassetta". E ora più che mai la palla è in mano al Tesoro, che dovrà calibrare l'offerta tra i
risparmiatori e gli istituzionali. Certo è che se le richieste dei fondi e delle banche venissero soddisfatte, l'azionariato Bnl si
configurerebbe molto "stabile": 25% al nocciolo duro (10% Bbv, 7,75% Pop. Vicentina e 7,25% Ina) e una quota analoga, o
poco minore, a investitori istituzionali (comunque molto sopra a quel 5% minimo, condizione per l'adesione del nocciolo
duro), e il resto ai risparmiatori che, almeno per un anno, hanno l'incentivo a non vendere grazie alla bonus-share.
L'interesse per la Bnl è stato manifestato chiaramente all'amministratore delegato, Davide Croff a Londra per il road show:
"I risultati di un'operazione si giudicano alla fine, ma sicuramente riscontriamo un forte interesse da parte degli investitori.
Il riscontro che abbiamo dimostra che le prospettive dell'istituto sono buone".
A testimoniare il gradimento per il prezzo massimo della Bnl fissato sabato a 4550 lire è anche l'andamento del titolo
ordinario in Borsa che ieri è salito fino a un massimo di 4605 lire (+1,41%) a mezz'ora dal termine, beneficiando anche delle
indicazioni favorevoli arrivate dal fronte delle sottoscrizioni. Ultimo prezzo in rialzo dello 0,97% a 4585 lire, su scambi però
contenuti (3,26 milioni di azioni contro 6,14 di lunedì). Segnale che gli investitori sono fiduciosi nella buona tenuta del titolo
e nelle possibilità che il suo andamento migliori in futuro. L'offerta rimarrà aperta fino a venerdi.
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