''Non vedo all'orizzonte guerre, ma piuttosto
restrizioni commerciali che possono svilupparsi- afferma Dini a
proposito dei test nucleari svolti dall'India - l'India
è andata contro la tendenza del mondo. I test non
possono non essere visti con grande preoccupazione
dai paesi come l'Italia
che ha rinunciato al nucleare per scopi civili''. (FM)
Motivati dalla perenne paura nei confronti
della Cina e dall'indimenticabile odio verso
il Pakistan, gli indiani hanno mostrato di
approvare a larga maggioranza la costruzione
di bombe atomiche: "Gli americani le fanno,
i russi le fanno, gli inglesi le fanno, i
francesi le fanno, i cinesi le fanno. Perché
tanto rumore se le facciamo noi?". Del governo
di Delhi, da un paio di mesi nelle mani degli
integralisti indù del Pjb, il premier Atal
Vajpayee afferma: "Sappiamo perfettamente
ciò che facciamo. Non accetteremo trattati
di denuclearizzazione perchè sono
discriminatori. E alla minaccia internazionale
di sanzioni risponde: "Ogni azione importante
comporta delle conseguenze, ma se l'azione, come
in questo caso, è rivolta all'interesse nazionale,
si deve accettare la sfida". Tutti d'accordo, il
ministro dell'Interno Advani (capo del partito),
quello della Difesa, George Fernandes (ex sindalista
che partecipò a dure lotte contro le multinazionali)
e quello delle Finanze, Sinha. Accanto a loro pure i
leader dell'opposizione, la scelta di Vajpayee è
risultata molto popolare: dal vertice del Partito
del Congresso, Sonia Gandhi si accoda per gli ideali
patriottici ed anche il numero uno del Fronte unito,
Gujral. "L'India è oggi uno Stato nucleare" rilascia
alla stampa il capo dell'agenzia che ha presieduto
agli esperimenti, Abdul Kalam. Per la risposta del
Pakistan non resta che attendere. Domenica correva
voce che anche il Pakistan avesse avviato i test per
la grande bomba ma più tardi arriva la smentita che però
sposta soltanto di poco la risposta. "Non si tratta
di 'se' - dice il ministro degli Esteri Ayub Khan - ma
di 'quando' ". E il primo ministro Nawaz Sharif
aggiunge: "Siamo in grado di dimostrare le nostre
capacità nucleari nel giro di 12-36 ore". Forte sentimento
di rivincita nazionalistica e religiosa.