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Data: 18/02/1999 - Ora: 17:47
Categoria:
Politica
E' proprio una vera e propria competizione ma cittadini e politici si domandano "fra chi?".
Effettivamente nessuno lo sa. Neanche Veltroni, forse neanche Prodi anche se ha affermato più volte
"Competition is competition".
Mentre La Forgia lascia la presidenza della regione più rossa d'Italia e afferma "Lascio la Quercia,
spero ci rivedremo tutti in un altro grande partito", Prodi conferma che non verrà creata una struttura
tradizionale di partito.
Prodi partirà per le Europee solo con comitati elettorali e La Forgia, per adesso, non sarà con lui nelle elezioni
per Strasburgo. Il professore parla "di una casa comune con porte e finestre aperte e dichiara un obiettivo ben
preciso: "il rilancio dell'Ulivo".
Sembra proprio che per il professore non sia cambiato nulla e la crisi dei DS sia solo un'invenzione di
politici e cittadini.
Da Botteghe Oscure, intanto, Veltroni perde il controllo: si, proprio da lui, dall'ex-vice presidente del
consiglio, di quel consiglio guidato dal "professore", arrivano le affermazioni più forti: "Prodi sbaglia quando
dice "competition is competion". Per me la competizione è contro la destra. Qualcuno in questa sbornia deve
cercare di tenere insieme le forze per combatterla".
Prodi risponde a queste accuse: "Veltroni si è sbagliato. E' lui che si è sbagliato, tutto qui. La nostra
battaglia è per il centro-sinistra lo abbiamo detto mille volte. La nostra battaglia sarà per il centro sinistra, le
nostre critiche all'alleanza di governo sono molto costruttive."
Ma non è solo l'ex-braccio destro del professore a contestare le sue scelte: da Bologna, Mariuccia
Fusco che ricorda bene l'affetto con il quale tutti la sezione Capponcelli accolse Prodi dopo le
dimissioni, dichiara un po' malinconica: "Eravamo innamorati. Prodi ha detto che vuole rubare voti alla
destra. Ma il primo voto l'ha portato via proprio a noi." Naturalmente, la Fusco si riferisce
all'addio del presidente La Forgia.
Nella stessa città sono in molti a pensarla così: Bologna è la città della generazione che ha fatto la storia del
DS, passato partito comunista, è la città che ha creduto nelle evoluzioni del partito e nei cambiamenti. Adesso
però non si riconosce più né nel DS né in Prodi: Mirena Naldi che dirige una sezione del centro storico la
pensa così: "Non abbiamo amato lui ma l'idea dell'Ulivo. L'Ulivo non esiste più. Prodi ne
ha fatto un partitino, e se lo rincorriamo andiamo allo sfascio". Secondo altri, Prodi è un democristiano, un
moderato che non ha nulla in comune con l'idea che i più avevano dell'Ulivo. E' nato
anche un "Appello alle forze politiche del centro sinistra", frutto del coinvolgimento di tutti gli eredi del PC:
anche nomi noti, come Samuele Bersani, Vasco Rossi, Lucio Dalla fanno sentire la propria voce.
Intanto il dibattito e le scelte continuano ma la confusione è l'unica risposta possibile per chi vuole
capire qualcosa.
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