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Data: 20/01/1999 - Ora: 16:36
Categoria:
Politica
L'Interpol ha denunciato "il volume
impressionante di materiale scambiato su
Internet, spesso attraverso newsgroups e siti
coperti". Una delle ricette possibili per Interpol è in realtà una denuncia: "bisogna far pressione sui fornitori di siti, server e
providers, moltissimi dei quali fanno orecchie
da mercante". La Cybertrappola della pedofilia a prova di
inchieste giudiziarie. Il nemico è incerto, le insidie di
una navigazione quotidiana numerose, l'esito della lotta
apertissimo."Bisogna gettare le basi di una cooperazione globale per venire a capo di questa piaga" ha detto in apertura Federico
Mayor, direttore generale dell'Unesco. La pedofilia via Internet ha abolito le frontiere, ma "larepressione resta essenzialmente nazionale" rileva l'Unesco: "la
cooperazione giudiziaria a livello internazionale è poca cosa, limitata ad un balbettio, (...) Di fronte alle reti mondili, i
giudici si trovano nell'impossibilità di
avanzare nelle loro inchieste". Nel '98 in Francia la prima
condanna di un navigatore pedofilo. I frutti di piccole inchieste nazionali hanno i numeri sei mastodonti: negli ultimi giorni, in Usa un sito sequestrato offriva
500.000 immagini prono. mercoledì scorso, un medico tedesco è stato condannato per la detenzione di 9.000 foto
pedofile nei suoi siti internet. nell'ultimo anno, per la prima volta, un francese riconosciuto colpevole di essersi connesso ad un sito pedofilo, si è
cisto infliggere da un tribunale di Mans,
una pena di sei mesi di carcere. Tuttavia, l'arsenale giuridico comune che Unione europea, canada e Australia stanno cercando di mettere in piedi si
scontra con le legislazioni obsolete e piene di vie d'uscita di Stati Uniti e Giappone. In Usa per "fini commerciali" viaggia
in Internet qualunque cosa, e, per una legge del '96, anche in caso di materiale pedofilo non c'è repressione, se non
un'ammenda in denaro mai applicata .
Il Giappone, "uno dei Paesi capitali del traffico di immagini pedofile" indica l'Unesco, c'è un prgetto di legge fermo, ma
nessuna disposizione in vigore, per lottare contro questo flagello. Eppure recentemente sono stati censiti 1.200 siti
nazionali.
Altri Paesi lanciano allarmi disperati: come lo Sri Lanka, dove -ha spiegato il delegato nazionale- si radunano i pedofili
del mondo intero, e si sontano oltre 30.000 vittime di sevizie sessuali.
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