Si è tenuta questa mattina a Palazzo Carafa, a Lecce, la conferenza stampa per la presentazione del Progetto pilota: "Rete antiviolenza tra le città di Urban".
Sono intervenuti il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, la dott.ssa Clara Colarile, componente del comitato di Sorveglianza Cee P.I.C. Urban Itali e dirigente del dipartimento per le Pari Opportunità, servizio per le politiche comunitarie ed internazionali, il dr. Paolo Perrone, assessore delegato alle Pari Opportunità, il dr. Raffaele Perlingeli, responsabile del progetto Urban a Lecce e la dott.ssa Bernardini, presidente della commissione per le Pari Opportunità della regione Puglia.
Il sindaco, Adriana Poli Bortone, ha subito delineato le linee programmatiche di questo innovativo progetto, manifestando la sua convinzione nelle pari opportunità di partenza per tutti uomini e donne, senza distinzioni. Ci sono infatti due progetti pilota, il primo è la creazione di uno sportello informatizzato per le donne e con le donne contro le violenze di ogni tipo, presso il conservatorio di Sant’Anna; il secondo è uno sportello informatizzato per gli immigrati, situato presso palazzo Palumbo. La città di Lecce fa passi da gigante. Annessa al progetto nelle seconda turnazione, sta lavorando a pieno ritmo superando di gran lunga le altre città, ben tre progetti pilota in 52 giorni.(AC)
All’interno delle innumerevoli iniziative del progetto, "Rete Antiviolenza" è una piccola fetta, ma notevolmente importante. Sono tante le situazioni di disagio e di costrizione fisica e morale che attanagliano le donne e proprio perché Lecce, la Puglia in generale, ha rappresentato il primo rifugio dalle barbarie e dalle crudeltà delle guerra, ha avuto l’idea e gli imput giusti per costruire uno sportello in grado di aiutare le donne, difendendole dalla violenza sia fuori che dentro la famiglia.
E’ previsto che lo sportello informatizzato, attraverso il contatto diretto e continuo con le altre città d’Italia , capofila Venezia, e parner Cosenza, Foggia, Reggio Calabria, Catania, Napoli e Palermo, crei un osmosi di esperienze e conoscenze diverse, in tutto il territorio nazionale.
Saranno infatti i gruppi di lavoro di operatori e operatrici antiviolenza , che dopo aver ricercato nelle zone "a rischio", nelle cosìddette "aree bersaglio", le cause della violenza sulle donne, a costruire una "banca dati" completa e specializzata. E’ prevista anche la predisposizione di un manuale di progettazione e assistenza di interventi e servizi antiviolenza curato dagli stessi operatori.(AC)