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Otranto, e' allarme clandestini, due navi all'orizzonte

Data: 27/12/2000 - Ora: 10:14
Categoria: Politica

Due navi cariche di uomini in avvistamento. Nel canale d’Otranto si aspetta uno sbarco di centinaia di persone. In questo lungo ponte di Natale, il cattivo tempo ha imperversato sulle coste salentine e le «carrette» del mare non hanno potuto azzardare lo sbarco. Qualcuno, però, le ha viste e alla capitaneria di porto di Gallipoli sono pronti a intervenire. Le due imbarcazioni, partite dall’Est, sono state segnalate da più punti qualche giorno fa: puntavano verso l’Italia. Ma, dopo quel primo avvistamento, nessun segnale.

Il mare burrascoso deve aver ritardato lo sbarco o mutato la loro rotta. Questi «carichi» di uomini, stremati dal lungo viaggio e dalla fame, potrebbero cercare un approdo ovunque, sulle coste salentine, come previsto, ma anche in Calabria o addirittura in Sicilia. Non resisteranno a lungo al largo. Saranno il vento e le correnti a decidere. O a mali estremi l’ordine sarà: «tutti in mare», come qualche giorno fa, quando, nel canale d’Otranto, gli scafisti hanno picchiato fino a uccidere i loro passeggeri, pur di liberarsi di quel «carico» divenuto troppo ingombrante. Nonostante il cattivo tempo, però, gli sbarchi non si sono fermati neanche il giorno di Natale. Per i traghettatori infondo è un giorno come gli altri, anzi durante le feste, tra licenze e permessi, l’attenzione delle forze dell’ordine e delle capitanerie di porto è più bassa. Il 25 dicembre sulle spiagge di Roca e Otranto, sono sbarcati 78 immigrati. Per la maggior parte erano curdi. Tra loro 12 donne e sette bambini. Il gruppo più folto — 32 personeè stato bloccato a Roca dalla Guardia di finanza. Altri due gruppi, di 29 e di 17 clandestini, sono stati rintracciati successivamente ad Otranto. Tutti gli immigrati sono stati rifocillati nel centro «Don Tonino Bello». Solo il giorno prima, il 24, un altro gruppo di curdi erano stati trovati sulla complanare che conduce dall’Abazia di San Vito, poco a sud di Monopoli, alla statale adriatica: erano tutti ancora bagnati e tremavano dal freddo. Ma Natale non porta cattive notizie. «Ci telefonano da tutta Italia per avere in affido i due bambini curdi di 11 e 12 anni che giovedì notte nel tratto di mare a nord di Otranto hanno visto la madre ed altri due connazionali annegare dopo che erano stati picchiati e gettati in mare dagli scafisti» dice Don Cesare Lodeserto Lodeserto, responsabile del centro di accoglienza «Regina Pacis» a San Foca .

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