Il governo ha programmato una spesa di oltre 22 mila
miliardi per investimenti in infrastrutture nel Mezzogiorno necessarie per dare una svolta positiva all'occupazione nel 1998. La cifra è contenuta nel corposo documento dal titolo ''Principali interventi pubblici nel Mezzogiorno'' che il presidente del Consiglio Prodi ha illustrato ai sindacati. Un documento dai contenuti pressoché inalterati rispetto a quelli illustrati in precedenza a
Cgil,
Cisl e
Uil e che inoltre prevede: altri 20- 25 patti territoriali e 10 contratti d'area entro l'anno, incentivi fiscali per favorire le assunzioni e la nascita di nuove imprese, agevolazioni al riallineamento retributivo per ridurre
il fenomeno del lavoro nero, riordino delle Agenzie con la
nascita della holding Sviluppo Italia, 1.871 miliardi per il
sostegno del reddito e la formazione ai quali vanno aggiunti
1.850 miliardi del Fondo sociale europeo. (FM)
Le misure previste dal piano del governo per creare le necessarie infrastrutture nel Mezzogiorno, affinché possa riprendere quota l'occupazione, è qui di seguito riportato in sintesi:
Infrastrutture: l'impegno di spesa per il 1998 è di 22.219
miliardi, di cui 6.343 da parte del ministero dei Lavori
pubblici (3.165 per la viabilità). Tra i cantieri aperti o che
comunque, secondo il governo, apriranno entro la fine l'anno
quelli per la risistemazione dell'autostrada Salerno-Reggio
Calabria.
Contratti d'area e patti territoriali: il governo s'impegna
a rendere operativi entro l'estate i 12 patti territoriali già
approvati (investimenti per oltre 1.240 miliardi e per circa
3.600 nuovi occupati). Inoltre s'Impegna ad avviare entro
l'anno altri 20-25 patti territoriali e circa 10 contratti
d'area (oltre i 5 già approvati).
Incentivi: incentivi e agevolazioni per favorire le nuove
assunzioni nelle piccole e medie imprese attraverso un credito
di imposta pari a 10 milioni per il primo dipendente e 8 milioni
per ciascuno dei successivi. Agevolazioni anche per gli
investimenti finalizzati al potenziamento o alla riconversione
degli impianti nelle aree svantaggiate già interessate dai
contratti d'area.
Emersione: graduale riallineamento retributivo e
contributivo, sanatoria per gli obblighi contributivi pregressi,
rinuncia alle sanzioni per il versamento delle ritenute alla
fonte relative ai compensi corrisposti nei periodi pregressi.
Tali misure valgono per le imprese operanti nelle aree depresse
e in zone come Abruzzo e Molise.
Formazione: previsti per il sostegno del reddito e la
formazione 550 miliardi dall'Istruzione e 1.871 dal Fondo
occupazione. A questi vanno aggiunti 1.850 miliardi a carico del
Fondo sociale europeo.