
E' rottura tra il governo di centrosinistra
e le confederazioni
Cgil-
Cisl-
Uil sul piano
per l'occupazione presentato dall'esecutivo. Un
incontro di 4 ore ieri a
Palazzo Chigi non è
servito a nulla. E' probabile una manifestazione
nazionale il 27 giugno a Roma. Una decisione formale
verrà presa da una riunione unitaria lunedì prossimo. Prodi
intanto avvia il disgelo con la
Confindustria. Accordo
sulla concertazione. Il presidente degli industriali
Fossa, ha riconosciuto i meriti del governo, ma lo ha
invitato a ridurre le tasse. (FM)
Il leader della Cgil, Sergio Cofferati, liquida la proposta
del presidente del Consiglio che cerca di tenere in piedi
come può il dialogo con Cgil, Cisl e Uil. Il premier Romano
Prodi e i suoi ministri mettono sul tavolo il documentone
già noto che elenca tutte le cose già fatte per promuovere
lo sviluppo e l'occupazione e i programmi per i prossimi
anni. Il sindacato, però, è insoddisfatto e a questo punto
pensa già alla mobilitazione generale che verrà decisa
ufficialmente lunedì nella riunione unitaria dei comitati
esecutivi di Cgil, Cisl e Uil e che dovrebbe sfocierà in
una manifestazione nazionale, probabilmente sabato 27
giugno. La manifestazione è la seconda in poco più di
un anno: la precedente si svolse a Roma il 22 marzo '97
e vide scendere in piazza anche i segretari del Pds,
Massimo D'Alema, e di Rifondazione comunista, Fausto
Bertinotti. La trattativa sull'occupazione e il Mezzogiorno,
che ha impegnato governo e sindacati negli ultimi mesi, è
da ieri interrotta e, spiegano Cgil, Cisl e Uil,
può riprendere solo se da Palazzo Chigi arriveranno fatti
nuovi e concreti. Il sindacato si lamenta per i pochi
Contratti d'area e Patti territoriali decisi finora che
non decollano per lentezze procedurali, per la mancanza
di risorse per la formazione, per l'apprendistato e i
tirocinii, per la realizzazione delle infrastrutture
bloccata dalla burocrazia, per i mancati investimenti
di Enel, Telecom, Fs, Eni, per gli intralci che il
progetto di Agenzia per il Mezzogiorno rischia di
creare ad esperienze positive come quelle della società
Ig per l'imprenditoria giovanile, per, infine, la mancanza
di un piano credibile per far emergere l'economia
sommersa. In particolare sugli ultimi due punti
(Agenzia e sommerso) il governo aveva promesso nuove
soluzioni e invece nel confronto di ieri sono emerse
nuove difficoltà. Prodi ha illustrato il progetto di
costituzione di una holding per il Mezzogiorno a capo
di due società operative (una per la promozione
industriale e l'altra per la finanza), ma è stato
interrotto da D'Antoni che ha paventato il rischio
che si arresti tutto. Dal suo canto il ministro del
Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, ha avvallato le
preoccupazioni del sindacato. Per regolarizzare
l'economia in nero, si studia da tempo un provvedimento
di sanatoria dell'evasione fiscale e contributiva pregressa,
ma ancora non si è visto nulla. Prodi ha insistito
inutilmente sui 20 mila miliardi che dovrebbero essere
spesi nel Mezzogiorno quest'anno. Anche il dato diffuso
ieri dall'Istat, che segnala un aumento dell'occupazione
dello 0,2% a febbraio nella grande industria, non ha
migliorato la situazione. La riunione lunga e tesa come
quella di ieri ha pregiudicato la possibilità di un accordo
che, per il momento, resta lontano.