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Ocalan condannato a morte, dovra' essere impiccato

Data: 29/06/1999 - Ora: 12:13
Categoria: Politica

Condanna a morte per tradimento e separatismo: è questa la sentenza, unanime, emessa dal tribunale speciale per la sicurezza dello Stato nei confronti di Abdullah Ocalan. Il verdetto rischia ora di far esplodere la rabbia dei curdi: non si escludono attentati terroristici e azioni di rappresaglia da parte dei militanti del Pkk. La condanna a morte per impiccagione è una conseguenza automatica del verdetto di colpevolezza. Altrettanto automatico, tuttavia, è l'appello. Il processo di secondo grado potrebbe tenersi nelle prossime settimane: in caso di conferma in appello la sentenza sarà poi votata dal Parlamento e, infine, passerà al presidente della repubblica, che ha il potere di concedere la grazia.(MN)

Poco prima della condanna, al capo del Pkk era stata data un'ultima possibilità di parlare in sua difesa. Ocalan l'aveva sfruttata per respingere le accuse di tradimento e ripetere la proposta di una soluzione politica del conflitto tra curdi e turchi: "Respingo l'accusa di tradimento, il futuro dell'umanità è nella pace non nella guerra. Saluto tutti".
La condanna a morte, la prima emessa dal 1984, è stata pronunciata, dal presidente del tribunale Turgut Okyay, dopo appena 25 minuti di camera di consiglio. Ocalan era a capo del Pkk - ha spiegato il giudice Okyay - e voleva separare la Turchia e continua ad essere pericoloso per il paese e quindi non è possibile concedergli le attenuanti in base all'articolo 59 che contempla la commutazione della sentenza nell'ergastolo. Il giudice ha rinviato il giudizio alla corte suprema. All'annucio della sentenza le famiglie delle vittime della guerriglia scatenata dai curdi hanno cantato l'inno nazionale. Non erano invece presenti in aula i parenti del leeader curdo, che ha ascoltato il verdetto impassibile.

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