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Nascite/ Maternità, nel 2000 meno donne fertili

Data: 09/06/1998 - Ora: 12:55
Categoria: Cronaca

L'Istat aggiorna sui dati attuali e sulle previsioni future riguardanti il fenomeno della natalità italiana: mentre oggi le donne con due figli sono ancora la componente più forte della fecondità, tra 20 anni questa proporzione s'invertirà e la maggioranza saranno le donne con un figlio, con un aumento delle donne senza figli. Nel 2020 diminuiranno anche le donne in età fertile passando dagli attuali quattordici milioni ad undici. L'andamento avrà ovvie conseguenze sull'andamento demografico italiano (FM)
Nascono sempre meno bambini e nel 2020 anche le donne in età fertile (età compresa tra i quindici e i quarantanove anni) diminuiranno: passeranno dagli attuali quattordici milioni ad undici. L'andamento avrà ovvie conseguenze sull'andamento demografico italiano. La previsione è dell'Istat ed è stata riferita da Rossella Palomba dell'Istituto di ricerche sulla popolazione del Cnr ad un incontro sulla maternità della Commissione nazionale pari opportunità. Per l'Istat, è destinata a salire anche l'età media al parto che dovrebbe superare nel 2020 i 30 anni (29 al Sud). Inoltre, mentre oggi le donne con due figli sono ancora la componente più forte della fecondità, tra 20 anni questa proporzione s'invertirà e la maggioranza saranno le donne con un figlio, con un aumento delle donne senza figli. "La fecondità italiana è già molto bassa, in media si contano uno o due figli per donna - dice Palomba - ma potrebbe ancora diminuire". Tuttavia, la bassa natalità in Italia "non è necessariamente associata" alla scelta di non volere figli; "paradossalmente gli italiani hanno meno figli proprio perché li desiderano troppo o attribuiscono loro troppo valore". In 10 anni, per Palomba, è aumentato il "valore positivo" del figlio: (nel 1987 era 21,9%, nel 1997 si è registrato il 26,6%). Il 95% degli italiani pensa che "i figli hanno veramente bisogno del genitore" e l'87% che "essere genitori è una delle più grandi soddisfazioni della vita". Solo per l'1% non dà alcuna importanza ai figli. L'Italia, pur avendo la più bassa natalità in Europa - ha sottolineato Linda Laura Sabbadini dell'Istat - ha il maggiore ricorso all'uso anticoncenzionali tradizionali. Contrariamente all'Europa, inoltre, la fecondità italiana non ha mai interrotto il declino della denatalità (nel 1920 erano più di due figli per donna). Si allunga anche l'intervallo fra il primo e il secondo figlio che passa dai 50 mesi del 1981 ai 4 anni e mezzo attuali.

La ricercatrice dell'Istat ha rilevato che a livello regionale emergono "differenti strategie riproduttive" di seguito riportate:
- al Centro-Nord
A) molti hanno solo un figlio,
B) la percentuale di donne senza figli è contenuta;
C) un figlio ad ogni costo anche se in età avanzata;
- al Sud: prevale la famiglia con due figli. Se si decide per più figli, almeno due sono ravvicinati.

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