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Data: 04/09/1998 - Ora: 10:36
Categoria:
Politica
Il direttore del Comitato
per il Mezzogiorno di Confindustria, Giuseppe Rosa, anticipa all'Asca le linee guida della
riunione operativa che assume il dichiarato impegno di un riposizionamento competitivo del
Sud. ''Dovranno essere impostati i programmi regionali relativi a opere immediatamente
canteriabili. Sarà poi affrontato il discorso della riprogrammazione dei fondi strutturali in
relazione anche alla notevole accelerazione delle percentuali di spesa con i cosidetti progetti
sponda. Ultimo aspetto sara' quello di trovare le basi per le intese istituzionali di programma
perche' anche in questa fase gli accordi tra Stato e Regione possono aiutare ad individuare le
opere necessarie allo svillupo''. In questo contesto, assicura Rosa, gli imprenditori faranno la
loro parte. Per quanto riguarda la proposta del ministro dell'economia Carlo Azeglio Ciampi di
un nuovo patto sociale che veda da parte degli impenditori piu' disponibilita' ad investire a
fronte di una maggiore flessibilita', Rosa e' convinto che ''Ciampi tuttosommato ci sta
presentando un modello di concertazione non dissimile da una sorta di contratto d'area
allargato a tutto il Mezzogiorno. In fin dei conti a Manfredonia gia' c'e' lo scambio tra
investimenti e flessibilita'''. Ma ''il vero nodo'' per il Sud rimane la questione fiscale. ''La
pressione fiscale nel Mezzogiorno - ribadisce Rosa - rimane piu' elevata di tutti gli altri territori
nonostante il governo dica che investire in quelle zone e' piu' conveniente che farlo in Galles''.
E su questo fronte rilancia una proposta: ''Perche' non fare sul piano fiscale quello che e'
stato fatto per il costo del lavoro? Perche' non fare una cosa analoga sul reddito delle
imprese? Penso che sia realistica la possibilita' di ridurre di 10 punti l'incidenza dell'Irpeg
cominciando dai territori dove il tasso di disoccupazione e' piu' elevato e, in prospettiva, nel
giro di quattro-cinque anni arrivare ad una riduzione generalizzata su tutto il territorio
nazionale''. Portare la tassazione sul reddito d'impresa dall'attuale 37 al 27 per cento
assumerebbe secondo Rosa ''un grande valore emblematico'' dando un ''grande impulso agli
investimenti'' e senza produrre grossi problemi alla casse dello Stato visto la bassa incidenza
sul gettito complessivo dell'Irpeg che viene dalle Sud.
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