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Data: 18/06/1999 - Ora: 12:39
Categoria:
Cronaca
Ovviamente l'obbligo scatta per tutte le
nuove costruzioni, ma la direttiva consiglia l'introduzione delle migliorie anche
nei vecchi edifici. Se poi si pensa che almeno 70 mila impianti in funzione
nelle nostre città non sono mai stati collaudati, viste le lentezze dell'Ispes,
l'organismo del ministero della Sanità che se ne doveva occupare, il consiglio
che giunge da Bruxelles appare quanto mai opportuno.
Ormai da una settimana è entrata in vigore la riforma sulla tutela delle acque messa a punto dal ministero dell'Ambiente che prevede nelle nuove abitazioni la presenza del doppio rubinetto, il primo per l' acqua potabile, il secondo per l'acqua "meno nobile" da utilizzare, ad esempio, per innaffiare il giardino di casa. La riforma prevede anche la realizzazione di una doppia rete di approvvigionamento, il cui costo si scaricherà sulle Regioni. Il risparmio è evidente, come spiega Riccardo Rifici a nome del ministero: "Il 30 per cento del consumo d'acqua casalingo finisce nello sciacquone e si tratta di acqua pregiata, che ha subito processi di potabilizzazione molto costosi".
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