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Modernità/ Arriva la casa europea, ascensori parlanti, doppia acqua, monoantenna

Data: 18/06/1999 - Ora: 12:39
Categoria: Cronaca

L'Europa bussa alla porta delle nostre case e senza aspettare un invito entra in salotto, getta un occhio in cucina, si intrufola in camera da letto. Poi, quasi fosse una suocera poco rispettosa, ci costringe a cambiare ciò che non le piace. La partita si gioca sul grande tema della "sicurezza domestica", un campo nel quale le direttive della Commissione di Bruxelles fanno già sentire il loro peso, costringendo costruttori, proprietari e inquilini a impegnative (e costose) corse contro il tempo. L'ultima rivoluzione riguarderà gli ascensori. Il prossimo 25 giugno entrerà in vigore la legge 162 che recepisce una specifica Direttiva del '95: una serie di severe norme per poter ottenere la concessione dei nulla osta e delle licenze.
Tra le trasformazioni più evidenti saltano agli occhi l'introduzione obbligatoria di un citofono "anti-panico" direttamente collegato con il pronto intervento, la presenza delle luci di emergenza e di un "paracadute" che intervenga in caso di guasti per rallentare la corsa in salita -- quello per la discesa dovrebbe esistere già. (Per altri particolari, clicca qui). (MN)

Ovviamente l'obbligo scatta per tutte le nuove costruzioni, ma la direttiva consiglia l'introduzione delle migliorie anche nei vecchi edifici. Se poi si pensa che almeno 70 mila impianti in funzione nelle nostre città non sono mai stati collaudati, viste le lentezze dell'Ispes, l'organismo del ministero della Sanità che se ne doveva occupare, il consiglio che giunge da Bruxelles appare quanto mai opportuno.

Ormai da una settimana è entrata in vigore la riforma sulla tutela delle acque messa a punto dal ministero dell'Ambiente che prevede nelle nuove abitazioni la presenza del doppio rubinetto, il primo per l' acqua potabile, il secondo per l'acqua "meno nobile" da utilizzare, ad esempio, per innaffiare il giardino di casa. La riforma prevede anche la realizzazione di una doppia rete di approvvigionamento, il cui costo si scaricherà sulle Regioni. Il risparmio è evidente, come spiega Riccardo Rifici a nome del ministero: "Il 30 per cento del consumo d'acqua casalingo finisce nello sciacquone e si tratta di acqua pregiata, che ha subito processi di potabilizzazione molto costosi".

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