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Minori/ Disparità nord-sud, troppa devianza e diritti violati

Data: 20/11/1998 - Ora: 11:04
Categoria: Cronaca

Il governo rilancia il suo impegno in favore delle politiche per l'infanzia e di riflesso per le famiglie. In agenda, ha spiegato oggi il ministro della solidarietà sociale Livia Turco in apertura dei lavori della prima Conferenza nazionale sull'infanzia e l'adolescenza che si tiene a Firenze, un nutrito pacchetto di provvedimenti di sostegno alla legge 285, il piano d'azione per l'infanzia, e nuovi investimenti. ''Il governo intende stanziare molte risorse per le politiche per l'infanzia'' ha detto il ministro parlando a più di 2.000 partecipanti alla conferenza, rivendicando quanto già fatto dal governo Prodi, ma lanciando l'allarme sulla disparita' che ancora permane tra i bambini del nord e del sud d'Italia. I minori nel nostro paese (dagli 0 ai 14 anni), secondo le statistiche più aggiornate sono oltre 8 milioni, pari cioe' al 14% del totale della popolazione. (MN)

Lombardia e Campania sono le regioni con il piu' alto numero di bambini mentre ammontano a circa 150.000 i minori stranieri presenti in Italia.
La condizione dell'infanzia in Italia, ha detto la Turco nel suo intervento, ''si colloca ormai ai livelli degli standard europei, con un vantaggio: i bambini italiani vivono in nuclei familiari piu' stabili''. Ma a preoccupare particolarmente il governo ''e' la forte disparita' di opportunita' per i bambini del centro-nord rispetto a quelli del Mezzogiorno''. ''Nel sud d'Italia - ha riferito il ministro Turco - si concentra, infatti, la poverta' minorile, l'abbandono scolastico mentre e' piu' elevato il lavoro minorile e il coinvolgimento di ragazzi nella microcriminalita'''.
Anche la finanziaria che si sta discutendo in questi giorni in parlamento, ha ricordato la Turco, ''e' un tassello importante degli investimenti a favore dell'infanzia e della famiglia'' con i fondi previsti per scuola, diritto allo studio, maternita', aiuto alle famiglie numerose, legge quadro di riordino dell'assistenza.
Il ministro Turco ha ricordato i tassi di fertilita' nazionali ''scesi ai valori piu' bassi del mondo'', la partecipazione femminile al mondo del lavoro, anche questa la piu' bassa d'Europa, e l'insufficienza del sostegno pubblico alle famiglie che ''ha serie implicazioni in termini di poverta'. Oggi in Italia - ha quindi ricordato la Turco - i soggetti piu' esposti al rischio di poverta' sono le famiglie numerose monoreddito o con entrambi i genitori disoccupati''. A fare le spese di questi squilibri del nostro welfare, e' stata la sua conclusione, sono quindi soprattutto i minori che nel 16% dei casi vivono addirittura al di sotto della linea di poverta'. Percentuale questa addirittura superiore a quella rilevata tra gli anziani (circa il 13,5%). Da qui la richiesta forte di una ripresa del processo di riforma dello stato sociale. ''siglato il patto per il lavoro e lo sviluppo - ha detto la Turco - si riapra il tavolo di trattativa sulla riforma del welfare con al centro le politiche sociali e quelle a sostegno della famiglia per valutare i risultati ottenuti, quanto resta da fare e come farlo''.

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