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Microcriminalita'/ Furti e scippi sono peggio della mafia

Data: 30/06/1999 - Ora: 11:26
Categoria: Cronaca

Tra furti d'auto e "topi" d'appartamento, si chiama microcriminalità il nuovo incubo degli italiani, che addirittura la temono di più della mafia. Meno spettacolare della criminalità organizzata, ma più subdola, la microcriminalità è uno dei motivi della crescita dell'insicurezza degli italiani, che chiedono risposte certe alle forze dell'ordine e alle istituzioni per ottenere una maggiore vivibilità del proprio territorio. Il dato è emerso da uno studio del Censis, che spiega che il grido d'allarme è strettamente collegato all'aumento di reati come il furto d'auto o quello in appartamento, reati che colpiscono continuamente i cittadini e alimentano apprensione tra coloro che non vengono colpiti direttamente. Sul fronte "grande criminalità", invece, il Censis ha sottolineato una radicale trasformazione della mafia che si è fatta più guardinga, meno arrogante, ma non per questo poco pericolosa.(MN)

Esaurita la stagione delle stragi, "la mafia è diventata invisibile", con una politica di basso profilo che giustifichi così un calo della tensione e quindi la normalizzazione. Il Censis ha anche rilevato la diminuzione della fiducia degli italiani nelle istituzioni, con un'unica parziale eccezione per i Comuni. Vengono chiesti maggiori controlli e misure di prevenzione e repressione soprattutto a quei soggetti che i cittadini sentono più vicini e nei quali ripongono maggiore fiducia: le forze dell'ordine e le istituzioni locali. Protagonisti, quindi, di nuove forme di gestione della sicurezza e dell'ordine pubblico locale. Secondo il Censis la risposta deve essere ancora data "sul territorio", dove la logica della concertazione può dare risultati sia nella lotta alla microcriminalità sia su quella alla diffusione di una cultura della legalità. Con tre politiche: la prevenzione nei confronti di quelle fasce di popolazione a rischio di coinvolgimento nei fenomeni microcriminali; l'educazione alla legalità nelle scuole per formare nuovi cittadini coscienti; l'educazione allo sviluppo, al lavoro, alla libera impresa e alle regole del mercato.

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