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Data: 19/01/1999 - Ora: 15:57
Categoria:
Politica
La terapia si basa su un ''freno molecolare intelligente'' che colpisce esclusivamente le cellule tumorali, bloccandone la crescita impazzita. La sostanza, gia' nota, si chiama Cgp57148B e si sta sperimentando negli Stati Uniti in uno studio di fase 1, teso a verificare l'eventuale tossicita' nell'uomo. Il contributo dell'Italia, ha rilevato Gambacorti, ha permesso di verificare per la prima volta che questa sostanza e' efficace solo se somministrata per un tempo prolungato e di definire dosi e modalita' di somministrazione ottimali per ottenere la regressione del tumore. Per Gambacorti ''e' uno dei primi esempi di terapia razionale in oncologia'', basata su una molecola capace di ''spegnere'' il gene responsabile del tumore. Allo studio l'ipotesi di una sperimentazione di fase 2 in Italia, presso Istituto tumori di Milano e ospedale di Monza. Il ''freno intelligente'' riesce a bloccare la crescita delle cellule leucemiche contrastando l' attivita' della proteina Brc/Abl. E' questa la vera responsabile della crescita incontrollata delle cellule tumorali perche' annulla i normali segnali che regolano la durata di vita delle cellule e, come un acceleratore completamente schiacciato, invia loro nuovi segnali che spingono ad una crescita indiscriminata. Per definire dosi e somministrazione ottimali della terapia si e' sperimentato il Cgp57148B sia in cellule leucemiche sia in topi nei quali e' stata provocata la leucemia umana inoculando loro cellule leucemiche. Ad alcuni topi il farmaco e' stato dato per bocca, ad altri con iniezioni. La soluzione piu' efficace prevede tre somministrazioni al giorno per 11 giorni ed ha dimostrato di poter guarire 7-8 topi su 8, pari all'87%-100%. A dosi inferiori per periodi piu' brevi non ci sono risultati apprezzabili. Ad esempio una somministrazione al giorno per 25 giorni non ha dato effetti terapeutici e due al giorno hanno rallentato la crescita della leucemia, ma non l'hanno curata. Cure prolungate sembrano necessarie anche contro leucemie allo stadio avanzato, studiate su un gruppo di 12 topi. Sebbene nel 100% dei casi il tumore regredisca dopo 2-3 giorni di cura e non sia piu' individuabile dopo 8 giorni, nel 33% degli animali si e' verificata una ripresa della malattia.
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