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Medicina/ La Cuf si occuperà del caso 'Viagra' l'8 giugno

Data: 02/06/1998 - Ora: 15:02
Categoria: Politica

Il caso Viagra, il tanto pubblicizzato medicinale che potenzia l'attività sessuale, sarà all'ordine del giorno nella riunione dell'8 giugno prossimo della Commissione Unica del Farmaco. Lo ha annunciato a Adnkronos il professor Rodolfo Paoletti, direttore dell'Istituto di Scienze Farmacologiche dell'Università di Milano e componente dell'organismo ministeriale. "Adesso che il farmaco è stato approvato dall'Europa - ha detto Paoletti - dovrà occuparsene anche il Cuf nella prossima riunione prevista per lunedì 8 giugno. Ho già raccolto la letteratura sull'argomento e sono pronto ad illustrare il problema". (FM)
Per quanto riguarda l'uso del viagra da parte dei soggetti sani il direttore dell'Istituto di Scienze Farmacologiche dell'Università di Milano, Rodolfo Paoletti, afferma che "è un'ipotesi scientificamente valida ma è chiaro che ci sia una differenza da individuo ad individuo in quanto la dilatazione necessaria ad ottenere lo scopo è legata all'accumulo di una sostanza, il Viagra, che agisce sul catabolismo, cioè sulla degradazione di questa sostanza. Per cui può benissimo aumentare l'attività anche nei soggetti sani ma è difficile prevedere in quale modo lo possa effettuare. In teoria è possibile così aumentare la capacità sessuale, probabilmente prolungando i tempi della prestazione".
Pubblicizzare gli effetti del Viagra nel soggetto normale, promuovendo un potenziamento dell'attività sessuale, può involontariamente favorire la diffusione delle malattie infettive, Aids compreso. Il nuovo allarme sulla ''pillola dell'amore'' è stato lanciato a Bologna dal professor Fernando Aiuti, presidente della società italiana di immunologia durante il convegno sul "Nuovo trend delle malattie infettive". "Promuovere la sessualità senza ricordare che esiste una prevenzione delle infezioni trasmesse con l'attività sessuale da parte dei mass media è pericoloso - afferma Aiuti - non si può parlare di 'potenza sessuale' senza accennare ai pro e ai contro. Se un argomento del genere non è affiancato da un messaggio di prevenzione, per ricordare che i rapporti sessuali vanno protetti altrimenti sono a rischio, è certamente pernicioso". "Trovo infatti sbagliato - conclude Aiuti - che dopo anni di campagne di prevenzione dell'Aids, i due conduttori Santoro o Costanzo, nelle loro trasmissioni in cui hanno trattato l'argomento relativo al medicinale Viagra, non abbiano pronunciato una frase per ricordare di stare attenti anche alla diffusione delle malattie sessualmente trasmesse".
Il professor Giuseppe Nisticò, farmacologo dell'Università di Roma, Tor Vergata, sostiene che il farmaco, per di più, dopo lunghi periodi di somministrazione, sembra provocare una retinopatia degenerativa per cui il suo uso deve essere limitato ai casi di effettiva disfunzione erettile e non somministrato ai soggetti normali nel qual caso si tratterebbe di abuso. "L'azione del Viagra -ha detto Nisticò- è a livello del mediatore 'Gmp ciclico' tramite il blocco di un enzima, la fosfodiesterasi: l'effetto è l'aumento del mediatore a livello dei corpi cavernosi e la conseguente erezione. E' stato visto sperimentalmente nei topini e nei cani con difetto genetico dell'enzima fosfodiesterasi che l'aumento del Gmp porta ad una retinopatia degenerativa con conseguente cecità". "Assunto cronicamente per lunghi periodi di tempo, questo potenziale rischio esiste anche nell'uomo -dice Nisticò- ma è possibile verificarlo solo dopo anni dall'immissione in commercio. L'alterazione dei colori, la visione bluastra già osservati manifestano questo meccanismo alterato in quanto il ciclico Gmp aumenta non solo localmente ma anche a livello del sistema nervoso centrale e della retina, dimostrando che il Viagra non è un farmaco 'intelligente'. Sono favorevole all'immediata messa in commercio del Viagra, già autorizzato negli Usa, per evitare il mercato clandestino, ma il prodotto deve essere usato solo sotto controllo medico ed esclusivamente nei malati, non per i sani che ne abuserebbero".
L'antropologa Cecilia Gatto Trocchi, direttrice dell'Osservatorio sui fenomeni magici dell'università di Perugia, studiando i processi per stregoneria nella Venezia del XVI secolo, ha trovato, nell'archivio della Biblioteca degli Armeni a Venezia, il predecessore del 'viagra' che risale a cinquecento anni fa e veniva chiamato 'draga'. Il rimedio contro l'impotenza lo aveva inventato una meretrice, accusata di stregoneria, con l'accusa di aver una presunta pozione presentata come infallibile per risolvere i problemi d'impotenza. Il draga era una pozione stomachevole, composta da mandragola, coleotteri verdi, distillato di vino, incenso e misteriose erbe, di cui la fattucchiera non volle rivelarne il nome nemmeno sotto minaccia di morte. I giudici del tribunale ecclesiastico vennero chiamati a giudicare le denunce da parte di alcuni anziani veneziani. Costoro avevano raccontato che il misterioso fluido che avevano bevuto aveva funzionato quando erano stati a letto con la "strega", ma era svanito quando erano tornati a casa dalle loro moglie. Il tribunale comunque no condannò la "strega" in quanto non vide nelle sue attività l'intervento del diavolo.

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