Cari cittadini pugliesi,
la decisione dei leader nazionali del Polo delle Libertà di non
ricandidare la mia persona alla Presidenza della Regione per la prossima legislatura, se da parte si presenta priva di una motivazione credibile che almeno la giustifichi dinanzi all'opinione pubblica, dall'altra evidenzia un carattere verticistico delle procedure di scelta. Constato inoltre con amarezza - per lo stillicidio di indiscrizioni che hanno preceduto la designazione ufficiale una caduta di stile nei miei confronti che invece è indispensabile nei rapporti umani non meno che in quelli politici. Ai cittadini pugliesi, infatti, si dovrebbero delle scuse da parte di tutti coloro che per qualche mese hanno preferito sommergerli quotidianamente con
dichairazioni che li riguardano, dalla disoccupazione ancora elevata alla lotta alla criminalità. (SD/MN)
Personalmente invece ho cercato con determinazione di portare il confronto sereno ed equilibrato fra tutte le forze politiche, sociali e culturali sui risultati conseguiti in un quinquennio di governo della Regione cui - solo grazie al mio personale successo nel maggioratorio - i partiti del Polo,
sconfitti invece nel proporzionale, erano stati chiamati dal voto popolare nella primavera del '95. Ho presentato pertanto recentemente un ampio volume a disposizione dei cittadini con tutti gli atti, le realizzazioni e gli obiettivi raggiunti per la nostra Regione, riassumibili in un rilancio dell'occupazione e dello sviluppo, in un recupero di credibilità istituzionale in Italia e all'estero e in procedure amministrative di assoluta trasparenza. E a tali risultati, unanimamente riconosciuti, si collegano peraltro le grandi linee di intervento per la Puglia degli anni 2000, individuabili in una prosecuzione della crescita autopropulsiva, nell'incremento dell'occupazione e nel riconocimento dello status di Regione di frontiera, pienamente inserita nell'Unione Europea e come tale interessata al dialogo e a comuni prospettive di crescita civile, economica e culturale con gli Stati e i popoli balcanici, mediorientali e nordafricani.
Per doveroso rispetto e senso di responsabilità verso i cittadini pugliesi - che nel '95 mi designarono alla massima carica dell'Ente - e verso il Consiglio regionale che formalmente mi elesse Presidente nell'estate dello stesso anno, continuerò comunque a garantire stabilità, esercitando il mandato ricevuto nella pienezza delle mie funzioni sino alla scadenza naturale per portare a compimento altri atti fondamentali per la Comunità pugliese che tuttora attendono di essere approvati, dal Piano Urbanistico territoriale ai Programmi comunitari '94-'99. Alla società civile dalla quale fui chiamato come indipendente nel '95 e alla quale ho l'onore di appartenere, voglio confermare ancora una volta - come avevo inteso fare riproponendo la mia candidatura alla Presidenza e rifiutando coerentemente incarichi alternativi pur propostimi dal Polo - la prosecuzione, insistentemente sollecitatami da vasti settori dell'opione pubblica regionale, del mio impegno nell'esclusivo interesse delle popolazioni pugliesi e delle giovani generazioni, come autorevolmente raccomanda Mons. Cosmo Ruppi, ispirandomi ancora una volta - con un pensiero deferente al Pontefice Giovanni Paolo II e al Suo affascinante messaggio giubiliare - ai grandi valori cristiani della trasparenza, della crescita ecosostenibile, nella giustizia sociale, nella pace e nel dialogo fra popoli e culture diverse che ritrovano ogni giorno anche lungo la grande "frontiera pugliese" luoghi di incontro, di dialogo e di comuni speranze.