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Lecce, la Procura affida bimbi rom alle suore

Data: 05/10/1999 - Ora: 12:02
Categoria: Politica

Il problema dei Rom assilla le metropoli, popolazione, i rom che vivono l'integrazione come un fatto che non li riguarda, gente schiva, senza una fissa dimora che mal si convince del: "Paese che vai, usanze che trovi". Le loro abitudini di vita sono particolari, le donne e i bambini in prevalenza, che "lavorano" ai semafori delle città chiedendo l'elemosina.
Sui loro volti è scolpita la durezza della vita, i segni del tempo scava la pelle anche delle più giovani, tutto scorre inesorabile davanti al loro continuo cercare. La Procura di Lecce, nell'ambito delle azioni che la legge gli consente è intervenuta in tre casi limite per tre minorenni che chiedevano l'elemosina a tre diversi semafori della città, e così li ha tolti dalla strada e affidati ad un istituto di suore. Si tratta di tre bambini in tenera età che invece di andare a scuola erano impeganti a "lavorare". Il sostituto procuratore, dott. Ferruccio De Salvatore, sostituto procuratore presso la Procura di Lecce intervistato dalla nostra cronista tiene a precisare che si è trattato di un provvedimento urgente della legge n. 403 del Codice Civile disposto dal Tribunale dei Minorenni. L'azione è stata eseguita dall'Ufficio Minori della Questura di Lecce. "Non è un'azione isolata, gà da anni - ha ribadito De Salvatore - ci occupiamo della condizione minorile all'interno dei campi rom attraverso un programma che dovrebbe migliorare le loro condizioni di vita, si tratta di fanciulli in età scolare che disertano le aule di scuola. Manca un controllo da parte della Amministrazione Comunale alla quale spetta il controllo di alcune osservanze presso i campi rom: vigilare le condizioni igieniche; realizzare un posto medico fisso; stabilire un numero limite di coabitazione". A Lecce esiste un unico campo nomade che è il campo sosta di Panareo ed è insufficiente ad accogliere tutte le persone rom presenti sul territorio. Alla nostra domanda se questa azione del Tribunale può bastare il sostituto procuratore non lascia spazio a dubbi, "è necessario il coinvolgimento di tutte le forze civili e istituzionali, la giustizia da sola può fare molto poco, è necessario l'intervento dell'Amministrazione e del volontariato. La procura interviene solo nel momento in cui c'è un disagio forte di un minore, come in questi casi". (ADP/MN)

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