Nel corso della sua storia l'uomo ha sempre cercato di
raggiungere dei punti d'osservazione più alti possibili per
spingere il proprio sguardo più lontano, per controllare meglio
il proprio territorio, per difendersi meglio dai propri nemici.
Le torri d'avvistamento, così comuni lungo le nostre coste, i
castelli appollaiati sulle cime delle alture, sono esempi
antichi ed a noi ben noti di questa ricerca di punti
d'osservazione sempre più favorevoli. Osservare una vallata
dalla cima di un monte ci fa scoprire panorami del tutto nuovi,
ci fa scorgere particolari che dal basso non possono essere colti.
Negli ultimi decenni, da quando ha imparato a mettere in
orbita intorno alla terra i satelliti artificiali, l'
uomo ha guadagnato un punto díosservazione incomparabilmente
più alto di qualunque montagna. Da queste piccole lune, che
girano intorno alla terra ad altezze di migliaia di
chilometri, è possibile osservare la terra in una prospettiva
del tutto nuova. All'inizio della nuova era dedicata alla
conquista dello spazio, solo pochi astronauti avevano il
privilegio di osservare la terra da quest'insolito punto
d'osservazione, nel corso degli ultimi anni questi satelliti
sono stati dotati di "occhi" sempre più
sensibili, capaci di scrutare attentamente la terra al di
sotto, inviandoci poi le immagini riprese.
Moltissimi progressi sono stati fatti nella tecnologia di questi straordinari sensori, che, utilizzando diversi tipi di radiazione, dalla radiazione visibile alle microonde, sono oggi capaci di inviarci immagini della terra sempre pi* raffinate e sempre pi* ricche díinformazioni.
Eí nata quindi una nuova scienza, detta telerilevamento, che analizzando con tecniche raffinate le immagini inviateci dai satelliti, Ë in grado di ricavare una serie díinformazioni sullo stato della nostra terra. Le immagini, inizialmente riservate ad uso quasi esclusivo dei militari, sono oggi facilmente accessibili per usi civili. In questi ultimi anni perciÚ stiamo assistendo ad un fiorire díapplicazioni delle tecniche díanalisi di queste immagini telerilevate in diversi settori.
Oggi le immagini inviateci dai satelliti possono essere utilizzate per realizzare mappe díuso e copertura del suolo, in cui Ë possibile identificare e censire i biotopi delle aree vegetate, Ë possibile individuare le zone adibite a discarica, analizzare lo stato delle coste e lo stato di salute delle acque marine. Il valore aggiunto di queste tecniche díanalisi delle immagini satellitari sta nel fatto che la periodicit* delle osservazioni, legate alle orbite del satellite, permette un controllo regolare dello stato del territorio, consentendone cosÏ un accurato monitoraggio periodico, con notevoli capacità di identificare rapidamente eventuali variazioni.
Dal 1999, alla famiglia già numerosa dei satelliti per telerilevamento, si Ë aggiunto il satellite Ikonos, capace di acquisire immagini con un livello di dettaglio senza precedenti, che arriva a distinguere particolari con dimensioni di circa un metro. Le immagini di Ikonos appaiono simili a quelle di un aereo che voli a bassa quota, pur essendo registrate da sensori che si trovano, come abbiamo gi* ricordato, a migliaia di chilometri díaltezza.
Le immagini di questo satellite consentono ormai líaggiornamento in tempo reale delle cartografie e dei dati catastali, il monitoraggio ambientale, la gestione delle risorse naturali, ed in generale tutte quelle applicazioni che richiedono informazioni dettagliate e accurate. Alla risoluzione di circa 1m, tipica delle immagini di Ikonos, è possibile riconoscere case, strade, fabbriche, alberi, automobili, navi, barche, ecc.
L'analisi delle immagini telerilevate richiede tecniche informatiche raffinate, coniugate a competenze di tipo ingegneristico, geologico, naturalistico, fisico, ecc. Líesperto di telerilevamento non si riconosce nelle figure professionali tradizionali, perchÈ deve possedere solide basi nelle differenti discipline che abbiamo menzionato. Nel corso dellíultima conferenza della Federazione delle Associazioni Scientifiche per le Informazioni Territoriali e Ambientali, Ë stato sottolineato con forza che il problema chiave per lo sviluppo delle applicazioni del telerilevamento e per il suo uso nella realizzazione di sistemi informativi territoriali, Ë la formazione. Finchè non saranno istituiti dei percorsi formativi idonei e non sar* creata una cultura dellíInformazione Geografica ottenibile con mezzi tecnologici avanzati, non si potranno cogliere appieno le opportunità offerte da questa potente tecnica di indagine. Recenti esperienze, a livello di diploma universitario, sviluppate a Venezia, Torino e Roma si sono fatte carico dellíinsegnamento dei sistemi informativi territoriali e del telerilevamento, ma hanno colmato solamente in parte la lacuna formativa, senza risolvere il problema.
La spiccata interdisciplinarità del telerilevamento ed il suo carattere fortemente innovativo ha stimolato l'interesse per questa specifica area scientifica dellíISUFI, che, ha scelto di sperimentare attivit* di formazione innovative con particolare attenzione a quelle che si caratterizzano per una spiccata interdisciplinarità. Nel corso dellía.a. 1999-2000 si è svolto perciò un Master specifico per la formazione di esperti di telerilevamento. Il Master, organizzato allíinterno dellíarea ìMateriali e Tecnologie Innovativeî, Ë stato diretto dal prof. Luciano Guerriero del Politecnico di Bari, che per molti anni ha rivestito il ruolo di Presidente dellíAgenzia Spaziale Italiana. I migliori specialisti italiani di telerilevamento si sono alternati nelle aule dellíISUFI per formare alcuni giovani, italiani e stranieri, laureati in diverse discipline. Il Master si Ë concluso con uno ìstageî di quattro mesi nelle pi* prestigiose istituzioni italiane impegnate su queste problematiche (Agenzia Spaziale Italiana, Agenzia Spaziale Europea, Telespazio, ecc.).
A chiusura del Master, è maturata líesigenza, anche in vista di una replica dellíesperienza formativa, di un confronto scientifico tra diversi soggetti presenti sulla scena del telerilevamento. Líarea Materiali e Tecnologie Innovative dellíISUFI, ha pertanto organizzato il giorno 16 Febbraio, presso il Castello di Carlo V, il convegno dal titolo ìApplicazioni del telerilevamento al controllo ed alla gestione del territorioî. Il Convegno, che ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Lecce, del Comune di Lecce, dellíAssociazione Italiana di Telerilevamento e della Planetek Italia, intende essere uníoccasione di analisi e di confronto delle prospettive applicative delle tecniche di telerilevamento oggi disponibili per il controllo ed il monitoraggio del territorio. Rappresentanti delle maggiori istituzioni scientifiche operanti nel settore, ma anche di Enti territoriali, istituzioni pubbliche ed imprese, si confronteranno illustrando e discutendo le prospettive di sviluppo ed alcune specifiche applicazioni nel campo dei sistemi informativi territoriali, nella gestione e pianificazione del territorio, nella salvaguardia del patrimonio ambientale, nella prevenzione e monitoraggio del rischio idrogeologico.
Il confronto rappresenter* un utile momento di approfondimento per tutti gli operatori e soprattutto per gli Enti locali che hanno la responsabilit* della gestione del territorio, per meglio comprendere le opportunit* che questi sofisticati occhi posti cosÏ lontani da noi, ma cosÏ attenti a cogliere i dettagli più fini del nostro territorio, possono darci per gestire il bene prezioso dellíambiente in cui viviamo nel modo pi* consapevole e pi* rispettoso possibile.