Sono stati finanziati, e partiranno a breve, due
progetti regionali per facilitare l'accesso degli immigrati ai servizi e al mondo
del lavoro. Le iniziative partono da una proposta del centro studi ''La
Metropoli'' fatta propria dagli assessorati regionali alla Formazione e Lavoro e
alle Politiche per la Qualità della vita, con la collaborazione dell'Ufficio
Immigrazione e dell'assessorato alle Politiche Sociali del
Comune di Roma. (MN) Il
primo progetto prevede la costituzione di una banca dati sui servizi agli
immigrati che conterrà tutte le attività a loro dedicate dai 370 comuni laziali in
tema di lavoro, casa formazione, servizi educativi e misure socioassistenziali.
Farà parte del sito regionale Sirio e sarà consultabile su Internet o in uno dei
200 punti di consulenza della Regione. La messa in opera della banca dati
implica un lavoro preparatorio di coordinamento tra tutti i soggetti erogatori di
servizi, non necessariamente dedicati agli immigrati, giudicata la fase piu'
difficile. ''Il progetto insiste su un settore - ha detto durante la presentazione
dei progetti l'assessore alla Formazione e Lavoro Pietro Lucisano - in cui c'e'
una forte iniziativa spontanea e in cui spesso ciascuno pensa di essere l'unico
ad avere compreso il problema e si coordina con molta fatica con gli altri
operatori''. Insieme alla banca dati, sarà costituito un ''Centro pilota di servizi
integrati'' con il compito di fornire un orientamento e una consulenza agli
immigrati sulle opportunita' formative, occupazionali e imprenditoriali affianco
ai servizi di prima necessita' come l'assistenza sociale e alloggiativa. Sarà
infine promossa una serie di seminari con gli operatori pubblici per la
produzione di una ''Guida all'immigrazione'' che vuole dare una risposta alla
scarsa conoscenza dei problemi degli stranieri riscontrata spesso negli enti
locali. Il secondo progetto prevede la costituzione di due imprese in campo
sociale in cui 20 immigrati diventerebbero imprenditori. E' un esperimento che
la Regione ha deciso di intraprendere per ''verificare - spiega Lucisano - la
possibilita' di creare imprese che lavorano nel campo sociale gestite dagli stessi
immigrati''.