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Lazio/ Giunta: "Approvato il quadro di riferimento territoriale"

Data: 15/06/1998 - Ora: 13:58
Categoria: Politica

La giunta regionale del Lazio ha approvato il primo Quadro di riferimento territoriale, lo strumento attraverso il quale la Regione intende avviare, insieme con il Programma regionale di sviluppo, un processo di programmazione in diversi settori continuo nel tempo. Il documento, nei successivi tre-quattro mesi, verrà sottoposto, come ha spiegato l'assessore all'urbanistica, Salvatore Bonadonna alla consultazione di Comuni, Province, sindacati, forze produttive, che potranno proporre suggerimenti e osservazioni insieme a tecnici e dirigenti del settore Assetto del territorio. Entro la fine dell'anno, il quadro di riferimento territoriale potrebbe essere votato dal Consiglio.(FM)
Il Quadro di riferimento territoriale approvanto dalla giunta della regione Lazio stabilisce gli obiettivi generali per gli insediamenti residenziali, produttivi e di servizi; le direttive per la piena utilizzazione delle risorse agricole, per la protezione e la valorizzazione dei beni naturali e culturali, per la salvaguardia delle aree con opere d'interesse regionale e nazionale; il sistema delle grandi infrastrutture di trasporto e comunicazione; gli impianti e le reti tecnologiche d'interesse regionale; le strutture universitarie; i parchi, le risorse naturali e i bacini di interesse termale; le zone da sottoporre a particolari misure di tutela ambientale, difesa del suolo e prevenzione o difesa da inquinamento o dissesto.

Soprattutto il documento individua determinati obiettivi e azioni ad esso correlate: per la difesa del suolo prevede, tra l'altro, la 'rilocalizzazione' delle cave, l'aggiornamento del piano forestale regionale, il piano regionale di risanamento dell'aria e l'individuazione delle zone a rischio e i relativi piani integrati di difesa idrogeologica e di riqualificazione ambientale. Per la protezione del patrimonio ambientale prevede censimenti provinciali e metropolitani dei luoghi di valore storico-cultuale; censimenti sui centri storici e i loro patrimonio artistico; delimitazione degli ambiti termali, naturalistici e storico paesistici. Per la valorizzazione del patrimonio storico e ambientale: riqualificazione dell'immagine urbana, progetti pilota di restauro urbanistico e del paesaggio monumentale, incentivi al riuso del patrimonio edilizio e storico. Il documento prevede tra l'altro azioni per sostenere lo sviluppo economico turistico. Numerose le azioni per il potenziamento delle interconnessioni della Regione, tra le quali: la ristrutturazione del nodo di scambio tra ferrovia Alta velocita', ferrovie regionali e metropolitane, trasporto regionale su gomma. Potenziamento dell'aeroporto di Fiumicino; rafforzamento del collegamento ferroviario e autostradale dell'aeroporto di Fiumicino; potenziamento del porto di Civitavecchia; realizzazione di interporti.

"Adeguamento degli aeroporti minori; realizzazione del nuovo scalo di merci di Roma nord (Salario); rfforzamento delle linee Roma-Viterbo, Roma-Rieti; ripristino della Civitavecchia-Orte; realizzazione della linea Monterotondo-Valmontone. Il Piano prevede inoltre: completamento della rete stradale interregionale, potenziamento di porti minori; decentramento dell'università La Sapienza e lo sviluppo di Tor Vergata e Roma Tre fino a 35.000 studenti; creazione di centri polifunzionali per la cultura; razionalizzazione delle strutture sanitarie romane; ammodernamento di collegamenti ferroviari; riqualificazione urbana; realizzazione del centro agroalimentare di Roma (Lunghezza)".
Bonadonna ha promesso di organizzare una riunione in cui discutere quando intraprendere uno studio del piano di fattibilità della ferrovia Roma-Rieti-Ascoli Piceno. ''Questo documento che avrebbe dovuto vedere la luce nei primi anni '70 - ha detto Bonadonna - intende rappresentare una pianificazione moderna. Chi ha governato nel passato, ha preferito farlo senza dichiarare quali sarebbero state le proprie linee di indirizzo. Lo sviluppo nel Lazio è stato del tutto squilibrato. La mancanza di programmazione ha causato l'abusivismo edilizio in questa regione dove le abitazioni di cinquecentomila romani non sono allacciate alle fogne, seicentomila non sono allacciate alla rete idrica e un milione di fogne non si ricongiungono ad un depuratore''.

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