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Lavoro e immigrati/ Duecentomila i cittadini non europei assunti

Data: 26/04/2000 - Ora: 10:20
Categoria: Economia

Sono in continuo aumento i cittadini non europei assunti nel bienno 1999-2000: 200 mila i nuovi posti, il 24,5 per cento dell'offerta totale, che a fine anno supererà le 800 mila unità. La maggior domanda di impiego viene soprattutto dai settori dell'industria, dell'edilizia e dei servizi alla famiglia.
A rivelarlo è la consueta indagine della Cisl sull'occupazione, che mostra un mercato del lavoro ormai allargato e soprattutto molto differenziato. Sono parecchie infatti le attività, quelle più umili e meno retribuite, che non vengono prese in considerazione dagli italiani. Anche se sono in crescita anche gli extracomunitari che trovano un posto come operai specializzati.
Secondo l'indagine in Italia "è in atto una tendenza moderatamente espansiva della domanda di lavoro, e riguarda soprattutto il Mezzogiorno: nel 1999-2000 il saldo attivo tra entrate e uscite dalle aziende sarà del 2,2 per cento (205.836 unità aggiuntive)". (MN)

Il nuovo lavoro sarà nella gran parte dei casi più flessibile e si svilupperà soprattutto al Sud, nelle Isole e nel Nord Est. Il comparto nel quale avverrà il maggior numero di assunzioni sarà quello dei servizi, che farà registrare saldi positivi in tutti i settori tranne che in quello del credito e delle attività finanziarie; nell'industria il trend positivo riguarderà prevalentemente il settore delle costruzioni.
In netto miglioramento anche i livelli di istruzione richiesti dalle imprese, con una forte ascesa delle richieste di diplomi universitari e di un'istruzione professionale. Dall'indagine emerge infine chiara la tendenza a una riduzione delle assunzioni a tempo indeterminato, a favore di contratti di formazione o a tempo determinato: ma al Sud resiste il "posto fisso", visto che il 60,5 per cento dei lavoratori previsti avrà un contratto a tempo indeterminato. Le assunzioni part time cresceranno di 4,000 unità, raggiungendo il valore complessivo di 55.145 (6,7 per cento delle assunzioni previste).

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