Il ministro del Tesoro,
Carlo Azeglio
Ciampi afferma: "L'obiettivo di seicentomila posti è
raggiungibile". Il governo per il mezzogiorno
a Reggio Calabria ha risposto alle critiche
di Fazio. Il governatore della
Banca d'Italia
si era mostrato poco fiducioso sui piani dell'esecutivo
per l'occupazione.
Prodi a Napoli ha esortato le
imprese a investire nel Sud: "E' conveniente,
in due anni le tasse dovrebbero diminuire del
tre per cento". Il presidente di
Confindustria,
Giorgio Fossa, ritiene non sufficienti il taglio
delle imposte promesso da Prodi e ha chiesto una
maggiore riduzione fiscale nel Sud. Ma un'analisi
riporta che negli ultimi tre anni solo poche aziende,
tedesche e bergamasche soprattutto, hanno aumentato
il numero di dipendenti nel Mezzogiorno. (FM)
Ciampi e Visco rispondono agli attacchi del governatore
della Banca d'Italia, Antonio Fazio, difendendo la politica
del governo sull'occupazione e sulle tasse indicata nel
Documento di programmazione per il triennio '99-2001. Il
ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, insiste:
"L'obiettivo di seicento mila posti è raggiungibile". Il
ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, spiega che per
ora non è possibile fare di più se si vuol stare in Europa
e rispettare i vincoli di bilancio. Ciampi e Visco, andati
ieri a Reggio Calabria per incontrare amministratori,
imprenditori e sindacalisti locali e rispondere alle loro
paure, nella successiva conferenza stampa, si trovano
inevitabilmente a dover replicare alle sferzate di Fazio
che, nella relazione di sabato all'assemblea annuale della
Banca centrale, ha sottolineato i limiti dell'azione del
governo. Ciampi cerca di spegnere i contrasti: "Non mi
sembra che ci siano diversità tra la relazione della Banca
d'Italia e il Dpef sui tassi di sviluppo. Noi prevediamo un
tasso che nel quadriennio varia attorno al 2,5%. La relazione
indica prospettive che arrivano al 2,5% e che possono anche
essere superate". Le conseguenze sull'occupazione, sostiene
il ministro del Tesoro, sono "difficili da calcolare" e le
valutazioni possono essere diverse. Le buone prospettive di
sviluppo sembrano molto lontane dalla realtà presentata ieri
ai ministri e al sottosegretario al Tesoro, Giorgio
Macciotta, dagli amministratori e dai rappresentanti delle
parti sociali che si sono susseguiti alla tribuna
dell'auditorium Versace. Il sindaco di Reggio Calabria,
Italo Falcomatà, denuncia una "situazione allarmante", con
un tasso di disoccupazione del trentadue per cento,
l'agricoltura in grave crisi, il sistema ferroviario e
quello stradale devono essere aggiornati, gli acquedotti
funzionano "al cinquanta per cento rispetto al Nord", il
sistema bancario "del tutto separato dalle imprese". Il
presidente dell'associazione industriali, Cesare Diano:
"La Calabria è nella totale marginalità anche nel
Sud". Azzarda tra l'altro che col trenta per cento di
disoccupazione non c'è la rivoluzione perché c'è una
"solidarietà" retaggio della mafia, una mafia che va
eliminata col lavoro. I ministri e il sottosegretario
promettono tutto il loro impegno. Il Mezzogiorno, conforta
Ciampi, "è la nuova frontiera del governo". Spiega infatti
che un quarto dei cantieri per l'ammodernamento della
Salerno-Reggio Calabria sono già aperti o stanno per
aprire. Ma per il completamento dell'opera saranno
necessari sei anni, perché non si possono aprire più di
quindici cantieri per volta, per non intralciare la
viabilità. Visco sottolinea che "il pacchetto di incentivi
e sgravi per le aziende che assumono non ha riscontri uguali
in Europa". Ma Falcomatà e i sindacalisti si rivolgono al
governo affinchè "non si esauriscano i lavori socialmente
utili", che impegnano diecimila e cinquecento persone nella
provincia. Il governo li ha prorogati, prevedendo uno
stanziamento di trentasette miliardi. Secondo i sindacati
ne servirebbero centocinque, sostengono Macciotta chiarisce
che è solo un anticipo e che si mira a "svuotare" questo
strumento assistenziale, attraverso il super-incentivo per
le aziende che assumono persone impegnate nei lavori
socialmente utili: un premio di sei milioni l'anno per
tre anni. Ciampi soddisfatto ministri conclude:
"Verificheremo sistematicamente quanto fatto".