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Lavoro al sud/ Ciampi: "Seicentomila posti in tre anni"

Data: 02/06/1998 - Ora: 10:46
Categoria: Economia

Il ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi afferma: "L'obiettivo di seicentomila posti è raggiungibile". Il governo per il mezzogiorno a Reggio Calabria ha risposto alle critiche di Fazio. Il governatore della Banca d'Italia si era mostrato poco fiducioso sui piani dell'esecutivo per l'occupazione. Prodi a Napoli ha esortato le imprese a investire nel Sud: "E' conveniente, in due anni le tasse dovrebbero diminuire del tre per cento". Il presidente di Confindustria, Giorgio Fossa, ritiene non sufficienti il taglio delle imposte promesso da Prodi e ha chiesto una maggiore riduzione fiscale nel Sud. Ma un'analisi riporta che negli ultimi tre anni solo poche aziende, tedesche e bergamasche soprattutto, hanno aumentato il numero di dipendenti nel Mezzogiorno. (FM)
Ciampi e Visco rispondono agli attacchi del governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, difendendo la politica del governo sull'occupazione e sulle tasse indicata nel Documento di programmazione per il triennio '99-2001. Il ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, insiste: "L'obiettivo di seicento mila posti è raggiungibile". Il ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, spiega che per ora non è possibile fare di più se si vuol stare in Europa e rispettare i vincoli di bilancio. Ciampi e Visco, andati ieri a Reggio Calabria per incontrare amministratori, imprenditori e sindacalisti locali e rispondere alle loro paure, nella successiva conferenza stampa, si trovano inevitabilmente a dover replicare alle sferzate di Fazio che, nella relazione di sabato all'assemblea annuale della Banca centrale, ha sottolineato i limiti dell'azione del governo. Ciampi cerca di spegnere i contrasti: "Non mi sembra che ci siano diversità tra la relazione della Banca d'Italia e il Dpef sui tassi di sviluppo. Noi prevediamo un tasso che nel quadriennio varia attorno al 2,5%. La relazione indica prospettive che arrivano al 2,5% e che possono anche essere superate". Le conseguenze sull'occupazione, sostiene il ministro del Tesoro, sono "difficili da calcolare" e le valutazioni possono essere diverse. Le buone prospettive di sviluppo sembrano molto lontane dalla realtà presentata ieri ai ministri e al sottosegretario al Tesoro, Giorgio Macciotta, dagli amministratori e dai rappresentanti delle parti sociali che si sono susseguiti alla tribuna dell'auditorium Versace. Il sindaco di Reggio Calabria, Italo Falcomatà, denuncia una "situazione allarmante", con un tasso di disoccupazione del trentadue per cento, l'agricoltura in grave crisi, il sistema ferroviario e quello stradale devono essere aggiornati, gli acquedotti funzionano "al cinquanta per cento rispetto al Nord", il sistema bancario "del tutto separato dalle imprese". Il presidente dell'associazione industriali, Cesare Diano: "La Calabria è nella totale marginalità anche nel Sud". Azzarda tra l'altro che col trenta per cento di disoccupazione non c'è la rivoluzione perché c'è una "solidarietà" retaggio della mafia, una mafia che va eliminata col lavoro. I ministri e il sottosegretario promettono tutto il loro impegno. Il Mezzogiorno, conforta Ciampi, "è la nuova frontiera del governo". Spiega infatti che un quarto dei cantieri per l'ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria sono già aperti o stanno per aprire. Ma per il completamento dell'opera saranno necessari sei anni, perché non si possono aprire più di quindici cantieri per volta, per non intralciare la viabilità. Visco sottolinea che "il pacchetto di incentivi e sgravi per le aziende che assumono non ha riscontri uguali in Europa". Ma Falcomatà e i sindacalisti si rivolgono al governo affinchè "non si esauriscano i lavori socialmente utili", che impegnano diecimila e cinquecento persone nella provincia. Il governo li ha prorogati, prevedendo uno stanziamento di trentasette miliardi. Secondo i sindacati ne servirebbero centocinque, sostengono Macciotta chiarisce che è solo un anticipo e che si mira a "svuotare" questo strumento assistenziale, attraverso il super-incentivo per le aziende che assumono persone impegnate nei lavori socialmente utili: un premio di sei milioni l'anno per tre anni. Ciampi soddisfatto ministri conclude: "Verificheremo sistematicamente quanto fatto".

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