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Lavoro/ I sindacati non concordono sullo sciopero

Data: 24/07/1998 - Ora: 10:47
Categoria: Economia

Il segretario della Cisl Sergio D'Antoni ha annunciato l'intenzione di portare lavoratori in piazza a settembre nel corso di un'intervista al 'Corriere della Sera': "A settembre - ha detto D'Antoni - ci vuole uno sciopero generale per il rilancio della concertazione, per lo sviluppo e il lavoro e per programmare una stagione di rinnovi contrattuali ben gestita". E, come se non bastasse, si è preso la libertà di ergersi a interprete del pensiero degli altri due leader confederali, Cofferati, appunto, e Pietro Larizza della Uil: "Sta maturando un orientamento comune anche da parte di chi aveva qualche remora", ha giurato D'Antoni. Il segretario della Cgil, evidentemente, non gradito la sicumera con cui "l'amico" della Cisl si è impegnato a nome suo. E anche i giudizi trancianti espressi nell'intervista sul governo Prodi non devono essere piaciuti a Cofferati, che vuole tenere sempre una porta aperta al dialogo. D'Antoni, infatti, ha sentenziato: "Il governo ha abbandonato la concertazione anche se si è rivelata l'unica politica vincente" e ha citato come esempio emblematico il tema degli straordinari, "un tema che è tipicamente prerogativa delle parti sociali". (MN)

All'uscita dall'incontro con il ministro Treu, Sergio Cofferati si è tolto dalla scarpa il sassolino che D'Antoni gli ha messo con l'intervista: "Parlare per il momento di sciopero mi sembra sbagliato e controproducente", ha sbottato. E ancora: "Il sindacato deve decidere in base al merito delle singole questioni e, quindi, farlo ora mi sembra prematuro visto che non si conoscono le linee della Finanziaria. Settembre - ha ribadito - sarà sicuramente un mese difficile per tutti: bisognera' risolvere i problemi che sono risolvibili". Al fianco del segretario della Cgil si è schierato il leader della Uil, Pietro Larizza: "Non mi attribuisco capacità decisionali su una materia che è per sua natura unitaria - ha detto -. Da qui a settembre si concentreranno una serie di questioni fondamentali a cui si dovranno dare risposte concrete. Se il governo avrà un atteggiamento incoerente e deludente allora anche il sindacato dovrà pensare di cambiare linguaggio e ricominciare a parlare di lotta". Insomma, lo sciopero generale non è da escludere, ma per Cofferati e Larizza è inutile usarlo come arma di ricatto. D'Antoni, dal canto suo, resta della sua idea: "Questioni di merito per giustificare uno sciopero generale ci sono e come", ha replicato a Cofferati. Il segretario della Cisl è tornato a ribadire che ci sono "troppe questioni irrisolte. Non possiamo aspettare la Finanziaria, che dopo l'entrata in Europa viene caricata di significati che non ha più. Si possono manifestare opinioni contrarie circa lo sciopero generale ma non mi si può dire che non ci sono le questioni di merito".

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